
C’era modo di essere civili,
anche bambini si poteva si doveva.
Accadeva alla viglia di terremoti,
siccità e ogni altro ben di Dio
trafugato dagli uomini.
.
Vivere non era parentesi quadra
tra nascita e morte.
.
Ora il sole non parla, imperfetto
si limita a splendere offuscato
forando vetri opalini dentro le case
o qualche opificio sopravvissuto,
nel chiacchiericcio vuoto
di taluni, tutti, senza altri sogni.
*
Una volta si era empatici e ci si immedesimava sui problemi che accadevano nel mondo e nella nostra Italia. Si era compassionevoli e si aiutava come si poteva coloro che avevano subito gli smacchi della natura, come terremoti, inondazioni, frane ed altro. Mi ricordo la tragedia del Vajont, mobilitò l’Italia intera ad intervenire negli aiuti e raccolta fondi. Quando ci fu l’alluvione a Firenze, vennero da tutte le parti, molti studenti si trasferirono lì per aiutare a salvare tutti i beni artistici coperti dal fango. In caso di bisogno, allora ci si stringeva nell’aiuto e nel conforto delle persone sfortunate. Ed era così anche quando ciò succedeva all’estero. Oggi, dopo qualche esternazione sgangherata, i problemi rimangono lì insoluti, abbandonati in un limbo d’aspettativa che, non arrivano mai alla risoluzione, vedasi i terremoti del centro Italia, ancora in attesa di sistemazione. Si fanno tante parole da parte delle istituzioni, ma i fatti alla fine, non danno risoluzioni. Tante promesse, spesso, rimangono lettera morta, abbandonando intere popolazioni a grandi disagi per anni.
Buona giornata Flavio
Purtroppo si è del tutto smarrito quel senso di unione e civiltà nato nel dopoguerra, buona giornata Grazia
La vita va vissuta e migliorata non guardando indietro. Buona giornata Flavio
Sicuramente, una buona giornata a te Donatella e grazie
….poco rimande del gran senso di solidarietà, e fratellanza che univa le persone anni or sono….in un’epoca di “robotica”….siamo gelidi robot anche noi…
Buon pranzo Flavio
Buon pomeriggio Silvia e grazie