Gioielli Rubati 223: Ekaterina Grigorova – Maurizio Manzo – Carla Viganò – Irene Rapelli – Rafael Lòpez Vilas – Annamaria Scopa – Nadia Alberici – Sandro Pecchiari.

Passeggiata serale nel giorno di Santa Mina
.
Sarà il secolo scorso entro mezzogiorno.
Fuoco verso la terra. Che dici di questa notte?
Sarà la tua mano sulla mia.
C’è solo buio davanti.
Sul lato sud della cappella.
La luna è in in bozzolo.
Cavalca le tenebre con i ferri di cavallo più silenziosi.
È ancora blu scuro alla luce della croce.
Ultimi colori. L’ultimo.
Ma da qualche parte lì intorno
c’è il treno –
giubbotto riscalda finestre
con le cime degli alberi.
Quella piccola donna con gli aghi incrociati
è la Moira delle linee:
tre volte si addormenta sul lavoro a maglia.
E il nonno con il giornale gualcito
gira con due mani secche
cena calda fino alle ginocchia.
Un ragazzo invisibile sulla sua spalla
lo sta superando.
È notte ed è realismo.
Una linea infinita di felci
nella fioritura del cielo di sorgo.
(Vento selvaggio, aria mite. )
Ha avuto mai così tante stelle.
Ci sono altre montagne dietro la montagna.
La cappella, il pendio di sera.
E sono sola sotto la cupola del paradiso
per la nostra strada sollevata ho pregato:
Santa Mina, così e così,
così e così.
.
© Ekaterina Grigorova, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=653647909
.
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la stagione è sempre più strana
priva di ruggine
di rubinetti aperti
il numero scolla ogni tutela
filtra luce che asciuga
ogni immagine
spella zigomi e labbra
.
di Maurizio Manzo, qui:
https://www.facebook.com/maurizio61manzo
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*
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l’uomo ha piegato il giornale
asciuga i gesti con scatti e
ancora trasuda meticcia la carta
bagnata d’inverno in ricognizione
Avrei potuto esserci io in quelle pagine
a parlare di pace
fuori contesto ,in ritardo
a trovare la scusa geniale
la strategia invisibile del mendicante
del pane troppo facile degli errabondi
della verdissima Milano
che albera in verticale
su orizzontali dannati
dei meeting e dei precari
che ne tracciano le basi
e finire sul tavolo
di una casa suburbana
di famiglia disfatta
in un piccolo spazio sufficiente
.
di Carla Viganò, qui:
https://www.facebook.com/carla.vigano.391
.
*
.
Ritratto di bambina
.

Luna di padre, ombra di madre,
cuore d’un pesco, nascesti
storto ramo in fiore, nota pallida
dell’armonia di strali azzurri. Il sole
del tuo ridente bacio
consumava il nucleo infuocato
succhiando latte al seno
con intensità inebriante. Fosti
l’ancella dell’infinitesimo
ramingare di foglie nel vento, raccogliesti lì
i profumi del più grande canto. Dirigesti
legni sottopelle, dipingesti
trasparenza fra nuvole rosee, conclusa
al tramonto, sul ciglio
che poi lanciandoti nel vuoto
del quadro scorticava le parti, denudando
vene di tenera corteccia. Crescesti
lenta, un tronco sussurrato
del limbo ingannato da immaginari
prigionieri della mente. Non avesti
più tormento di un’orfana. Tuo scherzo
tirare la corda, sfilacciando
la maschera inquinata del tempo, lucida
nella follia di credere la magia
scintillasse nell’immenso
riflesso malato. Cadesti
non d’autunno, non nella morte
ma nella più che mai viva terra
per l’errore comico
d’una bellezza tragica infestata
con la gramigna, con l’edera smeraldina
sul muro di cemento. Lì rimanesti
appesa al cielo, al cappio di rampicante
ebbrezza di stelle, riciclata
nel paradosso d’estasi dell’annegare
in un maremoto di finzione
l’anima d’una lacrima in preghiera.

.
di Irene Rapelli, qui:

Ritratto di bambina

.
*
Morte di un ferroviere
.
Ero soltanto un tenero stronzo
la prima volta che ho saputo
che sarebbe arrivato il giorno
.
Da allora
è stato come se camminassimo
sull’equidistanza del tempo
che separa
una collisione inevitabile
.
Ogni volta più veloce
Ogni volta sempre più vicina
.
Visto quello che visto
Direi che
che la mia cartella clinica
invita a pensare
che sono fatto di resti
e che la questione del vivere
non durerà a lungo
.
A volte immagino Bolaño
seduto nello studio del medico
con la sua tessera di sfratto
scritta sui denti
in bilico sul cavo
di disperazione e inchiostro
che dissangua l’odissea
dei suoi ultimi giorni
e mi dà da pensare
alla storia della mia vita
che non voleva essere
e mentre il tramonto
cade in silenzio
nel mio quaderno di anacronismi
due treni camminano
con lo stesso destino
per la stessa strada.
.
di Rafael Lòpez Vilas (Ellobo EstàAqui), qui:
https://www.facebook.com/elloboestaaqui.salesvero.1
.
*
.
Cielo espanso
Quest’anno dicono
pioverà pochissimo
La fenomenologia
è il giallo dei bambini
Le case dipinte contro il sole
La poesia a volte è vuota
a volte buca il sole.
.
di Annamaria Scopa, qui:
https://www.facebook.com/annawrite79
.
*
.
Se fosse blu
.
La carne trema
Il cervello trafila pensieri inconsulti
.
Tu mi parli di tali angustie
che il contagio mi prende
.
il timore è di non riuscire più
a fabbricare sogni!
.
Se fosse blu, mi dico,
se fosse blu il mio cervello
.
sarebbe in me costante
il calore dei bagni estivi
nei diversi mari
e anche quelli fatti nelle acque del Po.
.
di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2022/11/11/se-fosse-blu/
.
*
.

I dormienti

è tutto così lento qui
gli arrivi sono scarsi diluiti
nessuno sfiora queste lastre
nessuno ci guarda fisso mai

siamo ordinati in numeri crescenti
siamo tutti lucidati fuori sigillati
i nomi in bronzo al contrario incisi
le foto, più vecchie della morte,
coi nostri sorrisi scollegati
inadatti     imbarazzanti

eppure lo so, lo sappiamo:
un ricordo spicciativo vi punge ancora
– dei fiori veri a volte –

ma fa buio qui dentro
da decenni

.
di Sandro Pecchiari, qui:

Alle spalle delle cose di Sandro Pecchiari

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31 pensieri su “Gioielli Rubati 223: Ekaterina Grigorova – Maurizio Manzo – Carla Viganò – Irene Rapelli – Rafael Lòpez Vilas – Annamaria Scopa – Nadia Alberici – Sandro Pecchiari.

  1. …quando la poesia organizza un gioco di fuoco: i gioielli rubati di questa settimana vibrazioni, sussulti, bagliori splendidi, accecanti! Sempre grazie a Flavio e ai suoi autori.

  2. Pingback: Gioielli Rubati 223: Ekaterina Grigorova – Maurizio Manzo – Carla Viganò – Irene Rapelli – Rafael Lòpez Vilas – Annamaria Scopa – Nadia Alberici – … – poesie semiserie

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