L’Asciutto

Un fanale morto e risorto, falena,
la malinconia non guasta mai
quando piove e unica voglia
è cercare un riparo agli sguardi:
la pioggia battente illude l’asciutto
il traffico anche la luna
lasciando immaginare un mondo
oltre la vertigine di un incontro casuale,
in realtà è sentirsi vecchi per qualsiasi cosa
anche per un bicchierino faticoso
da riempire, l’accendino scandisce
mille pause dall’ordinarietà
diventando anch’esso consueto
come il profilo di chi sta a fianco,
senza una parola condivide l’attesa,
benché non ci si conosca
la fermata breve si allunga
malgrado la strada non sia la stessa.
L’amore non sorprende per via.

*

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10 pensieri su “L’Asciutto

  1. Pingback: L’Asciutto – Antonella Lallo

  2. ….la pioggia immalinconisce, col suo monotono ticchettio, e il tempo sembra acquistare una dimensione lunghissima, nell’attesa d’un incontro inaspettato, che colori respiri scontati di vita…
    Buon inizio settimana Flavio.

  3. Spesso nel nostro andare, ci accompagna un sottofondo di malinconia, credo sia sintomatico e caratteriale di alcuni di noi, poi se c’è la pioggia che cadenza il tempo, la sceneggiatura è perfetta nel mettere in moto pensieri e risvegliare ricordi. Le riflessioni servono anche ad alleggerirci il peso dei giorni e a cancellare quei grumi che ci tengono inquieti per motivi non specifici: E’ la vita che va, nel suo variabile scorrere. Come sempre attente riflessioni che ho gradito leggere. Buon inizio di settimana Flavio.

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