Le pareti in cella

Ha colore singolare
l’amalgama di polvere e neve secca
che conserva i solchi profondi
di ogni mezzo che l’ha attraversata.
.
La caserma anacronistica
non ha uscite o altre vie di fuga,
in giro il tenente
non si vede.
.
Le finestre conservano cornici scure,
occhiaie sopra un uomo stanco,
il tempo risuona e si ripete
ogni cinque minuti cambiano colore
le pareti in cella.

*

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14 pensieri su “Le pareti in cella

  1. straordinariamente espressivo questo testo; ognuna delle tre strofe chiude il circolo della cella, ma la prima lascia anche aperta una via: la cella può essere attraversata. E’ come un colpo d’ala!

  2. Ci può essere anche una cella senza sbarre che tiene l’uomo sofferente in contenzione, ma proprio perché è lui che è chiuso in se stesso, oppure si sente stranito della vita che conduce, non avendo un punto di riferimento. E’ indeciso e non riesce a prendere una valida decisione che lo faccia uscire dall’impasse in cui si è chiuso. Una situazione poco allegra che rovina la vita. Molto bella e metaforica. L’ho apprezzata molto. Buona giornata Flavio.

  3. …essere imprigionati in una situazione senza uscita, quando il profondo non trova alternative, a un disagio irreparabile, che preme sull’anima…
    Buon pomeriggio Flavio

  4. Pensieri ripetitivi, preoccupazioni eccessive, pensieri ipocondriaci, risentimenti, critiche interne, rumori mentali infiniti, che ci portano a sentirci prigionieri nella nostra stessa prigione. Ottima poesia Flavio.

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