Entrando nell’erba matta di Antonio Riccardi

Antonio Riccardi (1962) poeta, scrittore e critico letterario.

Entrando nell’erba matta
tra le macchine che affiorano
sentono il corpo immenso
meccanico e sepolto
forse di un automa.
Nel sistema organico delle macchine
ogni macchina è con l’altra in proporzione
per numero, volume, velocità.
Da sole o a gruppi o in più gruppi
sono perfette quanto più perfetto
è il meccanismo primo
e non l’uomo a guidare i passaggi
della materia prima.
Sarà vero che le piante sono case,
memorie senza nervi o segni
di evoluzioni biologiche? E sarà vero
che certi animali conoscono del mondo
la semplice illusione?

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5 pensieri su “Entrando nell’erba matta di Antonio Riccardi

  1. Le macchine hanno bisogno dell’uomo per muoversi anche se hanno tutti gl’ingranaggi e il motore al loro posto, ma non sono automi, sono oggetti inanimati senza l’intervento umano che dia l’input della messa in moto. In quanto alle piante odierne, non sappiamo se hanno subito evoluzione nell’arco delle ere. Sono tempi troppo dilatati e lontani che sovrastano la vita umana. Gli animali, invece, possiedono una certa intelligenza, e quindi penso che, se trattati male o abbandonati, provino quella sofferenza che si chiama illusione. Davvero notevole questa poesia che porta il lettore alla riflessione. Mi piace molto!

  2. ….osservazioni poetiche, intense e significative, sui contorni della nostra vita,…a volte così lontani, dal nostro essere, altre, vicinissimi come non mai….
    Spiccata originalità, in questo inusuale testo, molto vicino ai miei pensieri…

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