La Vergine, la Cerva, il Lebbroso di Marya Zaturenska

Marya Zaturenska (1902- 1982) è stata una poetessa ucraina naturalizzata statunitense.

Sono sempre lì:
la vergine spaventata presso la fontana che arde,
il lebbroso che ascende per la scala fatale,
la cerva bianca come il latte perduta tra i monti ferini.

Non li senti piangere?
Disperazione e vergogna, estremo senso
di sventura, che discende dall’innocenza,
reietti allo sguardo gentile della pietà.

Plano sull’ombra del loro dolore;
invoco i frontalieri del destino
angeli del tuono e della pioggia
fate in modo che pietà malata non mi corrompa.

La Terra li rinnega;
io respingo e supplico, la terra spinge, supplica:
“O miserabile, non orlare di macchie la mia veste
cela la silente ferita che sanguina”.

Ma non siamo perduti pure noi?
Naufraghi nel diluvio vivente del tempo?
Spesso, dal blu ingannevole del cielo
non piove altro che sangue.

Quando il rifugio ci è apparso prossimo e l’amore possibile,
quando si sono spalancate le palpebre d’oro dell’estate,
non abbiamo visto il verme assediare la rosa?
Non ci siamo accorti del volo delle lugubri sorelle?

Fatale e pallido, nello scempio delle passeggiate in giardino,
di chi era quell’urlo, improvviso? e quel gelo che brucia?
Cosa inchioda i nostri passi? cosa blocca i consigli?
quale ombra ci rincorre, scalcia, scarta, ovunque?

*

9 pensieri su “La Vergine, la Cerva, il Lebbroso di Marya Zaturenska

  1. Una lirica che descrive le paure e le ansie della poetessa, la sua pietà per la guerra oltraggiata da guerre fratricide. La sua serenità è sempre più appesa a un filo, qualunque cambiamento, la belligeranza tra nazioni, la rende paurosa e insicura e allora si rivolge agli angeli per avere conforto. Una lirica che, in qualche modo scopre il suo mondo fatto anche di fate buone per la bontà che riescono a trasmetterle. Un’opera importante da leggere più volte per riuscire ad assimilarne la sua essenza. Versi notevoli, molto apprezzati!

  2. ….una spiccata sensibilità emotiva in questi originali e coinvolgenti versi, dalle immagini forti, che non possono non emozionare il lettore…

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