Mai na gioia 141

Ursula Von che pare una casalingua inquieta anni Sessanta, a metà strada tra Mrs. Robinson e Gudrun Himmler. Giorgina Merdoni con quell’aria da imperatrice di Palmyra al suo ingresso a Cernobbio che, con un mezzo saluto romano, tiene ben alta ‘na borsa che pare una carpisa. Ciccio Calenda e il suo complice con quelle facce da onanisti da sala a luci rosse, quando la maschera gli punta contro la torcia elettrica. Servino che dovrebbe aprire la bocca solo per mangiare, altrimenti perde voti. Il Belloscone che sembra un cinese arancione doppiato dal fido Tajani. Ricky Lecca sempre più sfiatato e a corto di idee che indica come unica soluzione il voto utile (a lui). Il Duca Conte che s’incazza perché secondo il suo ex amico Ricky è utile non votarlo. La Bonino che sembra Nosferatu. Il Pugnetta a fine carriera che dice quanto sono utili le sanzioni alla Russia… ecco, tutti costoro ci dicono in coro che il fio delle loro colpe, cioè i rincari e le perdite di posti di lavoro, causa le sanzioni alla Russia, dovremo pagarli noi, mica loro, a loro non frega un cazzo se non delle loro carriere di merda. Queste sanzioni assomigliano a chi (l’Europa) si taglia i coglioni, sperando che qualcuno (la Russia) prenda esempio. Tutto qua.

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