Gioielli Rubati 211: Fausto Torre – Nadia Alberici – Luca Gamberini – Barbara Auzou – Franco Bonvini – Maurizio Manzo – Angela Greco – Nicola Fornabaio.

e trasmigrante
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se la luna sopra l’effe-sei mi fa migrare
avrò tradito la mia specie
e ora sarò cacciato
come una qualunque bestia nuda
Sapessi scimmiottare
il gabbiano ai primi sentori di burrasca
mi rivolgerei alla casa nel sole, fingendo
uno scampolo d’inquietudine, posto che l’immaginazione
sia un muscolo involontario
[però non fu mai, malgrado tutto, così calante]
Mi rimane la piaga del non; e non sia questa
il lasciapassare di cui tanto si parla
Occhio alla folla. una tale folla. Grande
quanto un carico di rena di mare

.
di Fausto Torre, qui:
https://faustotorre.wordpress.com/2022/08/20/e-trasmigrante/?fbclid=IwAR300-ktc-TG_lFjwoQkEVxVkLsKQ3gZRRfhXqcVNi5QeKGtqUmj_uo5K7c
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*
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Allora nulla è più importante della montagna
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È da qui che si sventano le colpe
E che inacidiscono le ferite
Quando il tuono copre i timpani e chiude gli occhi
Quando il colpo inferto
Lacera la terra della nostra nascita
Allora nulla è più importante della montagna
Della rana nel fosso
Del tuo risveglio limpido
Sopra la notte.
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di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2022/08/15/allora-nulla-e-piu-importante-della-montagna/
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Upupa
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Mi basto
e non do mai resto
all’interno del mio
complicato banale
vivo semichiuso
tra abbondanza di parole
e fatiscenza di segni.
Mi basto
e forse è troppo presto
per modificare il senso
di una vita diversa
so che non importa
che non vedo più in là
di ciò che non possiedo.
Mi basto
e tu parli di stimoli
di qualcosa che rimane
dentro l’amaro calice
delle abitudini notturne
dissipate d’un fiato
che non respiro più.
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di Luca Gamberini, qui:
https://www.facebook.com/luca.gamberini.7
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Follemente barocca
.
aspettando il futuro
che sorge come tanti templi irascibili
con grande lentezza mi incanti
momento di slancio il tallone dello stivale
e i contorni del desiderio
ripeti con me ciò che dobbiamo essere
vivere senza morire
e plasmare il cuore dei giardini
la vita spinge di lato sull’equivoco
e i sigilli trafitti del benefattore
drammatizziamo un po’ più la conversazione
follemente barocca
che la bellezza si mantiene con lo spirito
come un piccione vagamente ribelle
quando solletica la spina dorsale per ricomporsi
le piume
e ti darò la pietra da qui
così tenera da poterla lavorare con un coltello
Ti regalerò un balcone tra due mari
le viti gli ulivi secolari
di cui ho custodia da molto tempo
e il resto di un gatto indolente
che da solo aggiusta il mondo.
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di Barbara Auzou, qui:
https://lireditelle.wordpress.com/2022/08/23/follement-baroque/
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Qualcosa di meglio della gioia
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Certo che l’uomo è strano
quando deve restare vuol tornare
quando deve tornare vuol restare.
E intanto il posto più bello al mondo non lo si trova mai
che chissà dov’è o quand’è
forse è un abisso di stupore senza la paura di morirci dentro.
Qualcosa di meglio della gioia.

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di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2022/08/24/qualcosa-di-meglio-della-gioia/
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piano e indescrivibile
si allontana sempre qualcosa
a volte rotola saltelli
belli quando scopri
che non c’è più.
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di Maurizio Manzo, qui:
https://www.facebook.com/maurizio61manzo
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*
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Versi per mia figlia
.

Nella camera oscura di questi miei trascorsi,
la tua immagine, il tuo vestito nuovo arancione con i fiorellini e
dieci anni, che capovolti si imprimono sulla retina umida.
Tento di dedicarti qualche parola, ma il tuo mistero
mi fa smarrire persino nei territori che conosco.
Mutano profondamente le prospettive.
No, non ricordo me alla tua età. So soltanto che
tu sei il motivo dei giorni, l’aria e il sole,
che splende anche nelle mie notti più difficili.

Un momento, un brivido, un attimo di silenzio:
cosa ti consegnerò, di questo presente?
(La domanda mi tormenta).
Raccolgo fogli da ogni angolo di casa e
i tuoi colori, le tue parole, le risposte che
sai dare con la tua età. Mi fermo. Ti guardo.
Hai quasi raggiunto la mia altezza, mentre
continuo a meravigliarmi della gioia e del caso.

No, non tutto è perduto. Noi siamo prossimi.
Basta guardarsi queste mani nude.

[…]

da Aiguiller (Ladolfi, 2022) di Angela Greco AnGre, qui:
https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2022/08/21/versi-per-mia-figlia/
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*
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Era il mio paese
.
Era il mio paese,
il mio paese vuoto.
Sono partito d’estate
un pomeriggio alle tre.
Il mio paese era vuoto
quel pomeriggio d’estate.
Non c’era in giro nessuno
quel pomeriggio alle tre.
Bar chiusi, strade deserte,
panchine solitarie,
nessuna voce.
Ma io lo vedevo pieno,
il mio paese,
lo sentivo vivo.
Era sempre il mio paese,
quel paese vuoto,
era il mio paese,
il mio paese vuoto.
.
di Nicola Fornabaio, qui:
https://www.facebook.com/friends/requests/?profile_id=1510519288
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32 pensieri su “Gioielli Rubati 211: Fausto Torre – Nadia Alberici – Luca Gamberini – Barbara Auzou – Franco Bonvini – Maurizio Manzo – Angela Greco – Nicola Fornabaio.

  1. Ciao Flavio
    che meraviglia di liriche tutte una più bella dell’altra. La scelta è ardua con questa accoppiata di autori. Complimenti a tutti, bravissimi.👏👏👏
    Un abbraccio e buona domenica 🥰
    Chiara

  2. Testi magnifici, fortemente impegnati, questi Gioielli di fine Agosto, che mi arrivano attraversati, ognuno a suo modo, da una speranza spesso strane e sotterranea ma indefettibile. Grazie ancora una volta a Flavio e ai suoi autori

  3. Pingback: Gioielli Rubati 211: Fausto Torre – Nadia Alberici – Luca Gamberini – Barbara Auzou – Franco Bonvini – Maurizio Manzo – Angela Greco – Nicola … – poesie semiserie

  4. Molto belle, e significative, queste liriche, per allietare l’ultima domenica di agosto.
    Com plimenti ai vari autori.
    Buongiorn o Flavio.

  5. Ci sono poesie che mi trapassano poesie che mi accarezzano, poesie che mi commuovono e poesie che mi fanno riflettere. ..
    È un altro periodo buio, nuovo per alcuni aspetti , i poeti colgono .
    Grazie Flavio ho trovato dei gioielli da rubare …

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