Trentuno Giugno

Lo riconobbi 
seduto sulla pietra miliare
al chilometro duecento
della Via Emilia,
non mi riconobbe
preso come sempre
da quel suo particolare
lasciarsi attendere.
Lo vidi imboccare il viottolo
verso il cancello
di un cimitero di campagna
circondato dal grano maturo
ancora da mietere.
Dentro la morte antica
si lasciò intuire
da pietre coperte di licheni
e muschio buono
per il presepio.
Lo persi di vista
in un momento di distrazione,
o forse vendetta non saprei.
Oltre il recinto delle anime assolte
l’aria profumata di polvere
si lasciò possedere
dal canto delle cicale.

*

10 pensieri su “Trentuno Giugno

  1. A volte, ci sono giorni che rimangono impressi nella nostra memoria per le emozioni che hanno acceso in noi, a causa di incontri fortuiti, di visite a luoghi che, ci hanno fatto colloquiare con noi stessi facendoci riflettere e, allo stesso tempo, osservandoli, ci hanno riempito di pace per l’aura che vi aleggia. E si vorrebbe rimanere lì a lungo per dilatare quelle emozioni. Una bellissima introspezione che hai trasmesso egregiamente con i tuoi versi colmi di empatia e, che, ho apprezzato moltissimo. Serena Giornata Flavio.

  2. ….una data inesistente, proprio per lasciar riemergere, in essa, le emozioni d’un giorno particolare, che ha lasciato un tangibile segno nel profondo…
    Buon pranzo Flavio

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