Due poesie di Steinn Steinarr

Steinn Steinarr (Aðalsteinn Kristmundsson), 1908-1958.
Da molti Steinn Steinarr è considerato il più grande poeta islandese del XX secolo; da molti in Islanda, naturalmente. Fuori dall’Isola dei Ghiacci, è rimasto più o meno sconosciuto fin quando, oltre una decina d’anni fa, qualcuno si è accorto che gli islandesi, durante la crisi nera del 2008, stavano facendo una rivoluzione declamando e cantando le sue poesie, e perdipiù nel centenario esatto della sua nascita. Allora qualcosa è venuto fuori, nonostante le difficoltà nel tradurlo efficacemente in una qualche lingua.
Io ti cerco
.

Io ti cerco, tu cerchi un altro,
e infine si perde il nostro desiderio
nella distanza nelle giornate grigie
e non vede una via verso la stessa meta.
Oh, tu ed io, che non ci siamo mai incontrati,
il mio cuore è stanco di cos’era ed è.
Tu non mi desideri, e mi hai avuto per caso,
io non ho potuto averti, e ti ho persa.

*
Il lavoratore
.

Era come ogni altro lavoratore,
vestito da lavoro e scarpe consumate.
Non era mai triste e né felice,
e non aveva nessun santuario.
Lavorava al cantiere ogni giorno
quand’era possibile avere lavoro,
sua moglie a casa, a imbottire e rammendare,
avanti e indietro a badare ai bambini.

E così successe una volta, tanto tempo fa,
che non era possibile trovar lavoro.
Ogni giorno diventava duro e odioso,
avanti e indietro con lo spettro della fame.
Poi l’odio eruppe come onde sul mare,
e i tiranni capitalisti furono coperti di ingiurie.
E alla fine successe che ci furono scontri in città
sul pane per i lavoratori che morivano di fame.

Quel giorno la sua vita giunse alla fine
e nessuno ne sa più niente.
Con la testa spaccata e il sangue alla bocca,
e in qualche punto una ferita sul petto.
Cadde in silenzio come in un sacrificio segreto,
la folla non fu vista disperdersi.
A lotta finita, su un carretto,
portarono il suo corpo al cimitero.

Era come ogni altro lavoratore,
vestito da lavoro e scarpe consumate.
Non era mai triste e né felice,
e non aveva nessun santuario.
Nessun sole di gloria o arco di trionfo
è legato alla sua memoria.
Ma dicono che fiamme rosse ardono
sul cammino del povero lavoratore.

***

7 pensieri su “Due poesie di Steinn Steinarr

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