VOLEVO ROVESCIARE IL GOVERNO MA TUTTO QUELLO CHE HO MESSO SOTTO E’ STATA LA MOGLIE DI UNO di Charles Bukowski

Charles Bukowski detto Hank (1920 – 1994)

30 cani, 20 uomini su 20 cavalli e una volpe
e guarda qui, scrivono,
ti lasci abbindolare dallo stato, dalla chiesa,
perduto nei tuoi sogni di grandezza,
leggi la storia, studia il sistema monetario,
bada che il conflitto razziale dura da 23.000 anni.

Bè, ricordo 20 anni fa, seduto con un vecchio sarto ebreo,
il naso nella luce della lampada come un cannone puntato sul nemico;
e c’era un farmacista italiano che stava in un lussuoso appartamento
nella parte migliore della città; si tramava per rovesciare
una vacillante dinastia, il sarto cucendo bottoni su un panciotto,
l’italiano ficcandomi il sigaro in un occhio, tirandomi su di morale,
io stesso una vacillante dinastia, sempre ubriaco più che potevo,
colto, affamato, depresso, ma in realtà
un bel pezzo di figa avrebbe sciolto tutto il mio rancore,
ma io non lo sapevo; ascoltavo il mio italiano e il mio ebreo
e uscivo per i vicoli bui fumando sigarette prese a prestito
e vedendo il retro delle case crollare tra le fiamme,
ma qualcosa non andò per il suo verso, non eravamo abbastanza uomini,
abbastanza grandi o abbastanza piccoli,
o si aveva solo voglia di cianciare o si crepava di noia, e così l’anarchia
fece cilecca, e l’ebreo morì e l’italiano s’arrabbiò perché stavo
con sua moglie quando lui andava giù in farmacia; non ci teneva a rovesciare
il suo governo personale, e lei subito capitolò, e io ebbi qualche scrupolo: i figli
dormivano nell’altra camera da letto;
ma poi vinsi 200 dollari ai dadi e presi una corriera per New Orleans,
e stavo fermo all’angolo a sentire musica che usciva dai bar e poi entravo nei bar,
e stavo là seduto a pensare all’ebreo morto,
come non facesse che cucire bottoni e chiacchierare,
e come avesse ceduto pur essendo il più forte di tutti noi –
cedette perchè la vescica smise di funzionare,
e forse questo salvò Wall Street e Manhattan
e la Chiesa e Central Park West e Roma e la
Riva Sinistra, ma la moglie del farmacista, era gentile,
era stanca delle bombe sotto il cuscino e di offese al Papa,
e aveva una bellissima figura, ottime gambe, ma forse
ebbe la mia stessa impressione: che il punto debole non era il Governo
ma l’Uomo, uno alla volta, che gli uomini non erano mai forti
come le loro idee e che le idee erano governi trasformati in uomini;
e così cominciò su un divano con un martini rovesciato
e finì nella camera da letto: finì il desiderio, la rivoluzione,
finirono quelle sciocchezze, e le tende sbattevano nel vento,
tinnivano come sciabole, schioccavano come cannoni,
e 30 cani, 20 uomini su 20 cavalli cacciavano una volpe
nei campi sotto il sole,
e uscii dal letto e sbadigliai e mi grattai la pancia
e sapevo che presto prestissimo avrei dovuto prendermi
un’altra bella sbornia.

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10 pensieri su “VOLEVO ROVESCIARE IL GOVERNO MA TUTTO QUELLO CHE HO MESSO SOTTO E’ STATA LA MOGLIE DI UNO di Charles Bukowski

  1. Non posso che condividere la lucida follia poetica; l’assurdità di “sigarette prese in prestito” – che può avere luogo solo in una leggenda di cosmica rettorica. Ciao Fla’, buon pomeriggio, statte bbuóno, au revoir😂😁😄✋🥰

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