Mai na gioia 72

La vanvera era un oggetto a forma di uovo, di ceramica o di legno, dotato di due fori comunicanti. L’oggetto durante i lunghi banchetti degli aristocratici veniva infilato nel pertugio anale al fine di attenuare l’effetto dei miasmi delle flatulenze. Tale e quale Renato Brunetta, socialista spretato e col cuore troppo vicino al buco del culo. Come può un tizio del genere chiedere a chiunque perché non si sia messo in proprio? Lui che da sempre campa a spese dello stato? Il 10 giugno scorso durante un comizio costui in poco più di un minuto, in un travaso di bile ha riassunto tutti i tic e i malcostumi del fare politica in salsa italiana: sbeffeggiare quello spaccato di Paese che, puntualmente, viene dimenticato da chi governa ma che esiste e, anzi, è la parte più consistente dell’elettorato attivo. Escludere le classi medio-basse dalla propria comunicazione, addirittura stigmatizzarle, non è soltanto eticamente e moralmente condannabile: è un vero e proprio suicidio politico, perché quei voti, prima o poi, se li prendono i demagoghi.

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