Mai na gioia 44

La sanità italiana è questione di neolingua. Il Ministero della Salute (nome di fantasia che nemmeno Orwell avrebbe pensato, sarebbe meglio chiamarlo Ministero delle Malattie curate male) è retto da un ministro che si chiama Speranza, forse sarebbe meglio cambiasse cognome in Sietefottuti. Scusate se vi deconcentro dalla guera, ma vi riporto qui sotto un trafiletto del Sole 24 Ore, che di tutto può essere accusato meno di essere un foglio di contro informazione. State sani!

Gli ultimi Sos sono arrivati dal San Camillo di Roma e dal Cardarelli di Napoli dove regna il caos per mancanza di medici. Da anni è in atto una fuga dal pronto soccorso degli ospedali che si è acuita con il Covid e ora si fa sentire di più per il ritorno in massa dei pazienti dopo due anni di cure con il contagocce: qui mancano almeno 4500 medici. Ma l’allarme carenza riguarda più in generale gli ospedali dove ci sono 10mila posti vacanti: impossibile dimenticare la caccia agli anestesisti e ai pneumologi nei mesi più duri della pandemia. Con l’emorragia che tocca anche gli studi dei medici di famiglia: mancano circa 4mila camici bianchi con milioni di italiani che rischiano di restare senza o si trovano costretti a iscriversi da medici già in “over booking”.
 

20 pensieri su “Mai na gioia 44

  1. Impoverire e danneggiare la sanità pubblica a favore della privata. Ti sembra un genio uno che mette su il cts e vi mette solo virolgi? Il corpo umano è ben più articolato e complesso.

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