Gioielli Rubati 196: Daniela Patrian – Mariangela Ruggiu – Monica Santi – viaungarettidue – Rocco Brindisi – Angela Botta – Grazia Palmisano – Marina Pizzi.

Una rara emozione
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Un’ emozione breve.
qualcosa che raramente si manifesta e si esprime;
in un istante,
le gambe scivolano via
verso quell’acqua cheta,
poi un abbaglio,
la luce povera del sole,
la luna le stelle
e quell’orizzonte che si staglia di rosso;
la stanchezza ci chiuderà nelle nostre conchiglie.
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di Daniela Patrian, qui:
https://www.facebook.com/daniela.patrian
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lei aveva provato a scavare
una grotta nella sabbia
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insisteva il mare con le sue teorie
c’è il tempo della sabbia e della roccia
ma lei confondeva la pazienza
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come se due silenzi facessero
una parola e una stanza chiusa
racchiudesse il viaggio
.
un giorno si alzò all’alba
sciolse il suo nome nel sapone
e lo fece scorrere sugli orologi
 
voleva che fosse incomprensibile
poesia degna di nota.       l’ultima
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le mani erano già pulite
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di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu
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Un mondo inedito
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Che rivelazione, così ridacchiando !
Arrivata la mattina nel
perfetto caldo arrotolo della coperta.
A bracciattorcigliate.
Mai avrei detto d’amare tanto il risaputo
e ciò che da tempo è noto
ri-cinguetta sui miei rami migliori
nell’alba d’autunno.
Si prospetta incanto;
metter giù piede dal letto
trattando il programma del giorno
così: prima la bellezza.
Si irradia dal semplice
tutto un modo inedito di far filosofia,
che non insegna più nessuno.
Aprendo la finestra guarda prima dentro
è già entrato uno stiletto di sole che infiora la parete.
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di Monica Santi, qui:
https://monikasanti.wordpress.com/2020/12/09/un-modo-inedito/
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è domenica
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si sente piovere
sulle tettoie
e sulle grosse foglie a terra
un mese di maggio strano
ancora nascosto
ancora da decifrare,
il sapore di caffè sulle labbra
il primo aereo che decolla
le notizie
una guerra che non smette
un pensiero
all’amore lontano,
continua a dormire
è domenica.
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di viaungarettidue, qui:
https://viaungarettidue.wordpress.com/2022/05/08/e-domenica/
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Fosse comuni
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Prima di sparare alla nuca, i soldati legano le mani
                             della madre con nastri di fortuna,
vedono il terrore di quelle mani:
lo porteranno in dono ai loro figli?
Prima di premere il grilletto, stringono con fascette
                               improvvisate le mani della ragazza
                               che l’altro giorno, l’altra, lenta eternità,
                               aveva riso facendo le scale di casa al tramonto.
Prima di ammazzare il padre, gli fanno segno di portarsi
                               le mani dietro la schiena;
soddisfatti che abbia capito,
le intrecciano,
si fanno passare una striscia bianca di plastica,
due nodi, gli esplodono un colpo in testa,
soldati delle lune di marzo, del sole di aprile,
scavano una fossa e vi gettano la Morte,
ricoprono capelli, gambe, respiri pietrificati, che furono amanti.
Più tardi, nelle case-cadavere, telefonano
                              alle mogli e chiedono: “Ti piacerebbe
                              un rossetto blu, uno stereo, un registratore,
                              un computer?”.
Dall’altro capo del filo, la donna fa mente locale e risponde.
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di Rocco Brindisi, qui
https://rebstein.wordpress.com/2022/04/23/fosse-comuni-di-rocco-brindisi/
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Sorella mia dagli occhi di giada,
fuori qualcosa ha scavato il mio sorriso.
Dentro la terra tu hai vita
e io non so più sorriderti ora.
Dio mi ha dimenticata
dentro la guerra più semplice,
nell’unica battaglia che nessuno conosce.
Di questo io vivo e solo tu ora
ne conosci il segreto.
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di Angela Botta, qui:
https://www.facebook.com/angela.botta.146
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Dove sarai domani?
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Il rombo di una rabbia di ferro
e ruggine
si impiglia nelle ruote
di un carro
ferma la corsa in avanti
della morte
Passanti si spostano ai bordi
della via
e cantano mesti un inno di lode
al signore
di ogni giorno e di ogni evento
presente e futuro
Suonano a festa le campane
pace fatta
la guerra è finita una delle tante
per ora
Domani da qualche parte ne comincerà
un’altra
Calzini stesi bruciati
mollette di plastica fuse
pentole deformate da un cingolato
pareti divelte da una palla di cannone
missili proiettili bombe fucili
il presidente sorride propone un accordo
– mamma quando finirà?
– non me lo ricordo, risponde la donna, occhi pieni di rabbia
incenerita impastata
femmina di lacrime e calcinacci, fazzoletti bandane grida
Domani finirà
Il sole
fa un giro
torna a capo
riprende e disegna
un oggi e un domani
Tu dove sarai
domani?
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di Grazia Palmisano, qui:
https://graziapalmisano.wordpress.com/2022/05/09/dove-sarai-domani/
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Rubammo l’alcova coi nomi dei passeri,
fu favola lisa comunque il credo
nell’enigma maligno della sfinge.
Morì la festa degli angeli cortesi,
il fiato s’invaghì del primo amore
nonostante il crollo dell’anfiteatro.
Salva per noi la stanza amante,
la gerla inutile della caccia vuota
la nenia d’alba di perdere la vita.
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di Marina Pizzi, qui:
https://www.facebook.com/marpizzi
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16 pensieri su “Gioielli Rubati 196: Daniela Patrian – Mariangela Ruggiu – Monica Santi – viaungarettidue – Rocco Brindisi – Angela Botta – Grazia Palmisano – Marina Pizzi.

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