Mai na gioia 31: libertà di stampa in Italia

L’Italia, dopo essere stata sempre indicata come «libera» (per quanto riguarda la libertà di stampa) nell’annuale rapporto Freedom of the Press, dell’istituto di ricerca statunitense Freedom House, dal 2004 è stata invece considerata come un paese «parzialmente libero» (partly free) a causa di 20 anni di amministrazione politica fallimentare, della controversa legge Gasparri del 2004 e della capacità del primo ministro di influenzare il servizio di trasmissione pubblica RAI, un conflitto di interessi tra i più flagranti del mondo. Nei rapporti del 2005 e del 2006 il giudizio sulla libertà di stampa subisce un’ulteriore riduzione, con l’aumento delle influenze politiche da 11 a 13 punti e il totale che sale da 33 a 35 punti. Nel 2007-2008 il valore di sintesi determinato dalla «Freedom House» è ritornato ad essere inferiore a 30 (per la precisione 29), ma nel 2009 è cresciuto di nuovo a 32, facendo scivolare l’Italia nel gruppo dei paesi semiliberi. La libertà di espressione e la libertà di stampa sono garantite dalla costituzione italiana. Nel luglio 2005 il Parlamento ha votato per l’abolizione della condanna a pene detentive in seguito al reato di diffamazione a mezzo stampa, ma gli emendamenti non sono stati tramutati in leggi dello stato. Secondo il rapporto Demonishing the media realizzato nel 2018 dall’organizzazione britannica  Index of Censorship, l’Italia è stato il primo Paese in Europa per numero di aggressioni fisiche e intimidazioni segnalate nei confronti dei giornalisti, in modo particolare da parte di privati cittadini e della criminalità organizzata. La classifica 2020 realizzata da Reporter Without Borders in merito alla libertà di stampa nel mondo vide l’Italia al 41º posto dietro a tutte le altre maggiori potenze europee (fonte Wikipedia). E’ notizia di pochi giorni fa, nel 2022 l’Italia perde 17 posizioni nella classifica mondiale sulla libertà di stampa rispetto all’anno scorso, scendendo così alla 58esima posizione della lista compilata da Reporter sans frontieres, il World Press Freedom Index.

19 pensieri su “Mai na gioia 31: libertà di stampa in Italia

  1. Guarda non mi stupisce i 2 eventi che hanno determinato la
    discesa dal
    2020 sono il “covidi” e la guerra. Mettici poi il governo che secondo ha subdolamente creato delle fratture sociali… e il gioco è fatto.

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