Consummatum est (a Primo Levi) di Sante Notarnicola

Sante Notarnicola (1938 – 2021)

È stato freddo e feroce
l’inizio di questo aprile
deturpato dai silenzi
che
scuotono-inseguono
e ci riportano
i ricordi originali
quando: leggendo il possibile,
tutti quanti ci schierammo.

Auschwitz, la fine dell’infanzia:
un’ombra lunga sui giochi
interrotti e mai più ripetuti.

Ma rimane il ricordo
del gallo di metallo: trafitto
dalla banderuola di latta
che vibrava al soffio del vento,
e
questo aprile così duro
ha il colore dello sterrato,
tarda a passare e ci costringe
spalle al muro al silenzio,
perché tutto possa consumarsi.

*

11 pensieri su “Consummatum est (a Primo Levi) di Sante Notarnicola

  1. Un poeta si rivolge ad un altro poeta mettendo in luce le sue ansie e dolori, equiparandoli a quelle di primo Levi, antifascista che subì gli orrori del campo di concentramento di Auswiz. Anche lui fu imprigionato, ma per essere stato un efferato bandito. I molti anni di reclusione lo fecero riflettere sulla sua vita, scrisse parecchie poesie che, in qualche modo, mostrarono il suo pentimento e lo riscattarono dalla crudeltà dei primi anni. Molto commovente! Quando una persona si rende conto dei propri errori e si redime è una vittoria dell’umano.

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