Gioielli Rubati 191: Jonathan Varani – viaungarettidue – Nadia Alberici – Annamaria Scopa – Iole Toini – Angela Botta – Grazia Denaro – Giovanni Baldaccini.

[ Bigio & Alter ]
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Il mio gatto tradisce il tempo
con sette vite ancora in canna
graffia i giorni lungo il pelo
aggirandosi di notte
quando il frullare delle voci
non inquinano la terra

Resta fermo, il mio gatto
è un nobile demonio
miagola
dove nessuno sa di esistere,
dove nascondiamo
i carboni accesi che la sua
lingua spazza via

e si resta nudi
a distanza dal suo immobile

Il mio gatto, lo sa bene
che sono arreso
all’amore del suo andare
senza dire una parola.

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di Jonathan Varani, qui:
https://tremoridinchiostro.wordpress.com/2022/03/30/bigio-alter/
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Uccelli
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distacco totale
dal mondo
se tu fossi ancora in vita
userei l’azzurro
per il cielo
e il nero per gli uccelli
il giallo per il sole
e il nero per il catrame
il rosso
per una mela
il verde
per i tuoi occhi.
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di viaungarettidue, qui:
https://viaungarettidue.wordpress.com/2022/03/30/uccelli-2/
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Un frammento d’assurdo
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Un frammento d’assurdo
senza inganno di nebbie
senza porzione di ferro
un lucido d’erba
che specchia il vento
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di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2022/03/29/un-frammento-dassurdo/
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Annuisco
a fiori insulsi
È un colpo secco nelle reni
Mia madre dice che sono buona
mentre raduna
foglie secche in un cassetto
Poi guarda i fiori di ciliegio
e sorride
ognuno ama il suo dolore dice
prima di andarsene
ha fatto il segno della croce
C’è questo ammalarsi nel sonno
che non ha le mie parole
Mi piace fare tana , preparare il nido
Ci vuole tempo anche per morire.
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di Anna Maria Scopa, qui:
https://www.facebook.com/annawrite79
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Dio ranuncolo, fammi crescere dall’ala
della montagna dove la vanga non può conficcarsi
e l’aria esiste per i prati che ridono;
dove tutto è smisurato di bellezza,
anche la terra pregna di fango
che sgrava la vacca, che fa muggire il vitello.
Fammi essere quel vitello
che vibra, cresce e poi marcisce
per concimare le radici del tuo esempio giallo.
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di Iole Toini, qui,

Iole Toini, inediti

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Così cadono i giusti
Abbarbicati alla certezza assolta del vivere
con le braccia piene di messi invisibili,
sgranando tiepidi rimbrotti agli organismi intatti.
Statue di sale, cancellate dalla storia,
congelate per vergogna in organismi eroici.
Quegli sguardi null’altro hanno fatto
che addosso, cucir l’ora dannata,
facendone vestito d’abbracci.
Ogni gradino, ogni muro, hanno intriso,
sento quei corpi nel respiro segreto
resuscitar ogni senso dove grata mi affaccio.
Così cadono i giusti
Abbarbicati alla certezza assolta del vivere.
Quando io vivo, è a loro che cucio,
i miei pochi, straripanti silenzi.
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di Angela Botta, qui:
https://www.facebook.com/angela.botta.146
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Tu lontano
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Adesso
che sei lontano
precipito nelle ferite
dell’insonnia
a cui chiedo
se sia lo stesso per te.
 .
Temo la quiete della casa
e il fragore cinetico
dei giorni dilatati
che conto freneticamente
affinché passino in fretta.
 .
In questo marzo
che annuncia disgelo
e ridesta con il sole
non c’è musica
che mi accompagni
e silente è il tempo
per la mia anima.
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di Grazia Denaro, qui:
https://graziadenaro.wordpress.com/2022/04/03/tu-lontano/?fbclid=IwAR06cueSsC1qtm-UqW5l3dizYFYNDRj4fT6yZ84D8ivYgb5aF6meXv3TyRU
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Aspettando che finisca la giornata
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Se fossi nato in tempi meno assidui
avrei potuto imparare l’aramaico
da qualche madre meno frettolosa
di quelle che passavano per strada
con una brocca poggiata sulla testa
e a volte si fermavano per chiederti
se avessi sete
e rispondevi sì, anche se non ne avevi
per il gusto di vederle reclinare
il busto verso te
in un sollievo estetico
tra tutta quella polvere
prima di riprendere a rincorrere
un cerchio per le strade e il suo rumore.
E gli asini che schivavi
carichi di fascine sulla schiena
e qualche gran signore
sempre attento a evitare di sporcare
sandali col letame
e le urla che ti lanciavano dietro
se il cerchio li schizzava
col sollevarsi fragile del tempo
che alla fine ci invecchia tutti
e si rimane attoniti
almeno un poco prima di morire
a meno di finire su una croce
e disperdersi piano
mentre qualcuno intorno gioca a dadi
aspettando che finisca la giornata.
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di Giovanni Baldaccini, qui:
https://scrivereperimmagini.wordpress.com/2022/04/05/aspettando-che-finisca-la-giornata/
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29 pensieri su “Gioielli Rubati 191: Jonathan Varani – viaungarettidue – Nadia Alberici – Annamaria Scopa – Iole Toini – Angela Botta – Grazia Denaro – Giovanni Baldaccini.

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  3. una difficile primavera, un’atmosfera che della Pasqua coglie per ora la sofferenza, fa capolino in modo diverso in queste splendide liriche che premiano la Domenica delle Palme, quasi a prepararci alla settimana che inizia. Grazie a Flavio Almerighi e agli autori

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