Tempi brutti per la poesia di Bertolt Brecht

German invasion of Poland, 1 September 1939.

Sì, lo so: solo il felice
È amato. La sua voce
È ascoltata con piacere. La sua faccia è bella.
L’albero deforme nel cortile
È frutto del terreno cattivo, ma
Quelli che passano gli danno dello storpio
E hanno ragione.
Le barche verdi e le vele allegre della baia
Io non le vedo. Soprattutto
Vedo la rete strappata del pescatore.
Perché parlo solo del fatto
Che la colona quarantenne cammina in modo curvo?
I seni delle ragazze
Sono caldi come sempre.
Una rima in una mia canzone
Mi sembrerebbe quasi una spavalderia.
In me si combattono
L’entusiasmo per il melo in fiore
E il terrore per i discorsi dell’imbianchino.
Ma solo il secondo
Mi spinge alla scrivania.

15 pensieri su “Tempi brutti per la poesia di Bertolt Brecht

  1. Grazie per averla pubblicata Flavio. L’incisività dei versi di Brecht, sia dal punto di vista emotivo, che dal punto di vista della testimonianza storica è straordinaria. Credo che putroppo questa capacità di saper leggere la storia, anche contemporanea, manchi nella maggior parte della poesia italiana del ‘900, con l’eccezione si alcuni casi (Pasolini, Pagliarani, Bertolucci, per certi versi Zanzotto e pochi altri).
    Un abbraccio.

  2. Le guerre lasciano sequel di terrore dopo la fine e quel sapore amaro si infiltra nei versi di Brecht per rivivere ciò che sta accadendo ora. Scelta di una poesia che rifletta ciò che sta accadendo attualmente. Saluti Flavio

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