Il mio tempo

Photo by Jakub Novacek
È stato sì rabbioso pugnale
affilato a est e ovest, senza fiori,
adattissimo a tagliare corde tese:
le mie corde cagnesco di una vita,
con un colpo solo, dentro giugno
un solo sguardo è necessario.
Posso aggiungere, delle paturnie
non mi è mai fregato niente,
basta scrivere e morire
di nascite frequenti ovunque siano,
ovunque possano essere andate.
Ci siamo guardati con occhi bagnati:
se vuoi te li riporto indietro, dissi,
ma nessun ritorno ammazza meglio
di una partenza.

*

17 pensieri su “Il mio tempo

  1. Basta scrivere e morire; sognare di recidere corde tese come nervi quasi a ribellarsi al destino delle incessanti dispersioni (nascite frequenti).
    La vedo come un’originalissima e riuscitissima forma di auto scrittura

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