Gioielli Rubati 182: Lucilla Conforta Gori – Maria Grazia Duval – Gisella Canzian – Rosario “sarino” Bocchino – Elisa Falciori – Paolo Pera – Antonio Pibiri – Salvatore Leone.

Era tutto un manto di ghiaccio
fuori. E dentro?
Dentro ero rimasta io.
O almeno mi sono convinta
sia stato così.
Era tutto diverso. Oggi.
Scivolo. Cado e rotolo.
Scorro sul mio essere
liquido e un ricordo mi viene incontro.
Lo saluto e mi spavento.
C’è un momento freddo per tutti.
Mi convinco. Mi proteggo.
Mi lascio sempre parlare
dal mio dentro.
E con un filo di neve sapete
cosa faccio? Mi lascio sussurrare.
E niente è poi così diverso.
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di Lucilla Conforta Gori, qui:
https://www.facebook.com/lucilla.gori
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Come sogni
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È un cammino tentacolare
come sogni che si perdono
nel magma di nebbie d’ansia
di fruste di venti replicanti
di strade a salite e precipizi
e s’affaccia il volto di un tuo caro
che non è più lui o lo è ancora
e ti spetta saperlo e non lo sai
e non ha sosta il viaggio giudicante
non ha nome la meta fluttuante.
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di Maria Grazia Duval, qui:
https://intonazioniconseguenti.com/2022/01/21/un-figlio-non-muore-mai-di-maria-grazia-duval/
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Fili dello stesso gomitolo risucchiati nel pozzo del loro fazzoletto
non possiedono chiavi di casa, privilegio per alberi, sassi, aria. Acqua.
Gli abiti caldi sono dentro.
Fuori solo gelo, solitudine.
Poi anche loro vanno
come i colori su fotografie incollate alla pietra.
Sbiadiscono, spezzano la nebbia
crepati su se stessi
e riposano in pace forse.
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di Gisella Canzian, qui:
https://www.facebook.com/gisella.canzian.75
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per l’eternità ci sarà tempo
.
non te ne andare
senza uno sguardo da stare male,
con questa tristezza
che tentenna in ogni sua parte,
pensa alle sere in cui un arrivederci
sembrava dire a domani,
non te ne andare una sola volta
ma fallo mille e mille volte
e almeno ogni volta che vorresti restare,
vai come se fosse la strada
la tua ultima scena
e non per vergogna
ma per quell’onda che ancora ti chiama,
fallo come fossi un gabbiano
oltre gli occhi che non diranno
e per i fiori in mezzo ai santi
e fallo con rumore
correndo addosso ai rami,
senza fretta, tra le stelle
giovani e belle, oltre la finestra
appena dopo un temporale,
tremando e felice, ubriaco di niente
eppure ridendo,
non te ne andare senza almeno morire,
per l’eternità ci sarà tempo
.
di Rosario “sarino” Bocchino, qui:
https://rosariobocchino.wordpress.com/2022/01/21/per-leternita-ci-sara-tempo/
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Bisognerà decidere
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Bisognerà decidere
se uccidere la seduzione
o il silenzio.
Quando lasciar morire annegato
l’albero che spalanca la gola
fino alle radici.
Se far fuggire gli aironi
che lo ornano, grandi pigne nere
in equilibrio come pensieri fissi
se la secca bellezza esposta
anormale come la pace
raggiungerà mai la meta.
Decidere quando il bisturi del santo
farà uscire dalla ferita
Il nevischio e il fuoco…
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di Elisa Falciori, qui:
https://elisafalciori.wordpress.com/2022/01/22/bisognera-decidere/
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Se sarò vecchio – io mi prometto –
Non diverrò un borioso cialtrone:
Cercherò d’essere un animo tondo,
Sempre altruista, all’Altro rivolto.
.
Se sarò vecchio darò confidenza
Per arricchire, mai per sfruttare;
Ricorderò – con molto dolore –
Che non sarò il solo a morire.
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di Paolo Pera, qui:
https://www.facebook.com/paolo.pera.71
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Cosa chiedono loro, i morti
timbro di vecchia cisterna risonante
Di amare il deserto?
.
quando sul fondo setaccio del bosco
dileguano le dolci femmine selvatiche,
poco più in alto la nuvola vergine maria
Cosa l’erosione
che accantiera più grande Opera,
di illimpidirci dalla sete
ci chiede?
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di Antonio Pibiri, qui:
https://www.facebook.com/antonio.pibiri.5
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La sera del diluvio
.
E non scordarti del Mar Nero
com’era impetuoso al tuo ventre,
dei porpora alle gote che brillavano
d’acqua santa.
Della neve al sacro Olimpo
che sbiancava la bocca agli dei,
e giovani tempie la sera del diluvio.
Non scordarmi fiato in terra
che fu della bestia, che tu venga
a scarnirmi l’addome, ciliegio in fiore
al petto dei dannati.
.
Del vento che mi ha portato
la grazia del pesco alle labbra.
Di com’erano le nostre scapole
prima che ci guardassero.
Dei campi alla tua schiena
che odorano di sole buono e grano.
Dell’oro affilato di Giove
che ci apriva il mare.
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di Salvatore Leone, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100070311902498
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32 pensieri su “Gioielli Rubati 182: Lucilla Conforta Gori – Maria Grazia Duval – Gisella Canzian – Rosario “sarino” Bocchino – Elisa Falciori – Paolo Pera – Antonio Pibiri – Salvatore Leone.

  1. Onorata di essere stata scelta proprio per questo domenicale, non un giorno qualunque, ma il compleanno del mio secondogenito, quindi, un dono nel dono per me!!!
    Che soddisfazione sapere che qualcuno possa credere in questa pennaiola senza regole, celata tra le sue stesse parole.
    Bellissimi anche i testi degli altri autori. Complimenti Flavio!

  2. L’ha ripubblicato su poesie semiseriee ha commentato:
    Mi arriva feconda inquietudine dalla lettura di questi testi. Tutti belli assai. Da non tenere solo per sé: grazie a Flavio Almerighi e complimenti a questi autori

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