Gioielli Rubati 166: Angela Greco – Daniela Cerrato – Saphilope S. – Isabel De Santis – Nadia Alberici – Claudio Maria Zattera – Luigi Paraboschi – Ed Warner.

C’eravamo promessi poesia,
ma è arrivata presto la sera con il suo fare,
mille auto sulla strada e la polvere.
Un traffico d’incombenze da assolvere;
peccati da scontare a prezzo pieno.
Non c’è tempo; non è questa l’ora.
.
Poi, nello svoltare un angolo d’improvviso
il tuo volto e le stelle dei tuoi occhi
la promessa mantenuta.
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di Angela Greco, qui:
https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2021/10/03/angela-greco-angre-due-inediti/
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tiritera del tre
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Tre, numero dispari perfetto
scartata la solitudine del primo,
sempre tre moltiplicato per uno
triangolare la superfice primaria
stereoscopica la terza dimensione,
terzo l’occhio di lungimiranza
trina la divinità anche se unica.
Il tre miagola se estratto a tombola,
la sequenza Tribonacci, il gioco del tris,
tre briganti e tre somari, solo tre
varianti nel tricolore, nell’insalata
quadrifoglio senza un petalo,
le aperture a luce di una trifora,
i soldi dell’opera brechtiana,
tre i rebbi di Nettuno, i componenti
di un trittico, gli arti del triscele.
Non c’è due senza tre nell’offerta
e nell’accadimento da evitare,
tre per centomila i passi sulla strada
per liberare il sogno dalle catene.
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di Daniela Cerrato, qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2021/10/05/tiritera-del-tre/
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A terra (Kiyida)
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Poi penso al blu
senza cercare un fiore nell’acqua, forse i ricordi della felce.
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Prestami, il momento che ha preso fiato e ha circondato tutto, eravamo morti e il vento era attutito.
.
Il fondo, tutto e niente marcisce
Lanciamo lame dei pugnali e delle urla di notte
In modo che possiamo essere smantellati di nuovo di notte
Dormiamo, il tulle è bianco.
Mia Lina, ora questa primavera sul tetto è rara,
non dare i tuoi occhi a nessuno, comunque
conta fino a cinque
Fai crescere gli steli della notte
e i tuoi occhi.
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di Saphilope S., qui:
https://sapholipes.home.blog/2021/10/04/kiyida/
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Sono la Violenza delle mie profondità
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Mi sono scoperta cosi.
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In affanno d’amore
con la rivoltella alle tempie
e un grido
(buio misto rabbia)
a saldarmi le ossa.
.
L’eco della mia pelle
è pietà
fatta carne.
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Misericordiosa e puttana
questa nostalgia
mi ricorda lo sfiorire dei miei pensieri.
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di Isabel De Santis, qui:
https://battesimaleferita.wordpress.com/2021/10/05/sono-la-violenza-delle-mie-profondita/
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Non è semplice
.
La confidenza
sì, il corpo mi batte dentro
Mi dice spesso cose da innaffiare
Bisogna aver trascorso tempo per andare insieme
A volte lui brontola nella pancia
.
Allora lo metto a gambe allungate
E gli parlo con le mani
alla prossima svolta starò attenta
d’agire in sintonia
.
Il ruscello liscia i suoi sassi con dolcezza
Li rotola, li sposta, li sistema
Affronta lento un discorrere, svolge le pieghe del letto
.
Avere due teste e sapere chi siamo non è semplice.
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di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2021/10/05/non-e-semplice/
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Pastore Aberrante
.
Le parole e i numeri
fummo consapevoli delle composizioni celesti
che il cuore rifletteva con simboli
e gesti rituali come se la poesia
dedicata al sole
in realtà fosse originaria della Terra.
All’interno del cielo nacquero figure geometriche,
ellissi pensanti, recanti voci dell’alfabeto,
creazioni esplose apparentemente monche.
Piegato sul tuo sesso io pastore aberrante
posso grattare la corteccia e incidere il tuo nome
a ricordare che quello ch’è scritto qui in basso
è intagliato sopra la scorza d’ogni stella.
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di Claudio Maria Zattera, qui:
https://www.facebook.com/claudio.zattera.1
.
*
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Casa in demolizione
.
Resta il rosa antico steso
sopra la parete d’una camera da letto
e il verde salvia forse del tinello
pallido indizio – sabbia dentro la clessidra –
per chi ha negli occhi il rosa spento
di quei coppi, presto disperso
tra il vivo di quelli nuovi.
.
Tracce sbiadite di progetti.
.
Un cane si rizza in piedi alla catena
il vomere accantonato arrugginisce
a fianco dei gerani della passata estate
che ingialliscono dentro vasi sbeccati,
un buco nero oscura il forno per il pane
il pozzo è un contorno di mattoni
privo di carrucola e di secchio.
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Mani dell’Est accendono nazionali senza filtro
nascoste nell’ala del cappello, scrostano
i mattoni dalla calce e li incastellano
a mucchio come dentro gli ossari.
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di Luigi Paraboschi, tratta dal libro “Tra due parentesi e un punto di domanda”, reperibile contattanto l’autore (paraboschi3@gmail,com)
qui
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2021/10/09/poesie-di-luigi-paraboschi-2/
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*
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Come giubbino.
Abbandonato alla condiscendenza
Degli appendini
Di un qualsivoglia locale
Ordino, senza comandare,
Ancora un paio d’ore
D’assenza da me.
Dal mio progettare.
Dal desiderare.
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di Ed Warner: qui:
https://www.facebook.com/EdWarner.Words
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36 pensieri su “Gioielli Rubati 166: Angela Greco – Daniela Cerrato – Saphilope S. – Isabel De Santis – Nadia Alberici – Claudio Maria Zattera – Luigi Paraboschi – Ed Warner.

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