Pink Floyd con Carcere della terrestrità di Francesca Fiorentin (Macabor Editore)

In questa raccolta di Francesca Fiorentin, Carcere della terrestrità (Macabor Editore, 2021) tutto è calibrato: nessun eccesso creativo, nessuna esibizione, nessun trascinamento lirico. Eccola l’esistenza e il mondo che irrompono in una quotidianità per certi aspetti furiosa e l’unica arma per l’autrice è affidarsi in qualche modo alla parola che accoglie inesorabilmente ciò che è, senza sconti, senza illusioni curative (Scrivo i cocci dell’esistenza/ nessuna idea traina le altre/ si muovono urtando come onde.).

Ciò che viene fuori da queste pagine di “emotività sconnessa”  alla fine è un ritratto “non meno folle della reatà” e la sofferenza che “inquina” la scrittura non placa l’inquietudine ma l’accentua. Ci si sente perseguitati, e forse lo si è; il dilemma è se in ogni caso non si faccia il gioco dei persecutori considerando la scelta di partecipare volontariamente a questo gioco da cui non si ha il coraggio di sottrarsi.

Bonifacio Vincenzi

 

Umano è conservare pietre radioattive
presso il giardino dei cipressi
terrapieno del mio argine di socialità
e le virtù della comprensione
che un dio muto
insegnò di fronte agli orrori.

*

Il concerto dei pesci (H. Laxness)

Per lungo tempo il silenzio
fu un colpo nelle reni quotidiano
serali manie di fantasmi
tramortivano la mente
uno stato di perduta lucidità
trent’anni di follia.

Lessi dei pesci, del loro concerto
non solo abboccare, risi
e lessi di più, di tutto, da zero,
forsennatamente.
Una nuova vita, un angelo
dalla remota Islanda.

*

Corpo carta che assorbe
macchie di petrolio della cultura
la pompa carica di benzina nell’orecchio:
ascolta, non parlare
se parli, se scrivi la prima persona singolare
tagli il vento
e il turbine di voci come un fischio infligge
nel suo gorgo vorace di voler dire tutto
il dire niente.

*

Oggetto sterminato
furiosamente mondo
in ogni angolo uguale
ti chiudo dietro la mia porta
il paese dell’anima è qui con me
unica opposizione possibile.

*

Si dilapidino le energie della tua furbizia
per perdita di memoria
ideatore di malintesi.
Per metà vivi come racconti
per metà sei tu mezzo e sei tu fine
di una grande bolla in corsa casuale e impazzita
che imprigiona noi, per essere tu – mai.

da Carcere della terrestrità, Macabor Editore, 2021

Il libro è reperibile qui:

https://www.macaboreditore.it/home/libri/hikashop-menu-for-categories-listing/product/160-carcere-della-terrestrit%C3%A0.html

Francesca Fiorentin si è laureata in Filosofia all’Università Statale di Milano e ha conseguito un master di “Perfezionamento in discipline filosofiche” presso l’Università Bocconi. Una sua silloge poetica è apparsa su Nazione Indiana. Nel 2017 è uscito il suo libro di poesie Gli alfabeti intatti edito da Arcipelagoitaca. finalista al premio Tirinnanzi della città di Legnano nel giugno 2018. Nel gennaio 2020 esce il volume di poesia Legami cedenti ossigeno per Oedipus. E nel 2021, Carcere della terrestrità (Macabor Editore).

 

 

 

 

3 pensieri su “Pink Floyd con Carcere della terrestrità di Francesca Fiorentin (Macabor Editore)

  1. Francesca Clara Fiorentin (da FB)
    Ringrazio Bonifacio Vincenzi , che ha pienamente compreso la chiave di lettura poetica del mio libro di poesie, e ringrazio Flavio Almerighi per l’ospitalità sul suo sito.

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