Gioielli Rubati 153: Edoardo Pisani – Mimì Burzo – Chiara Marinoni – Gino Scartaghiande – Luca Gamberini – Giancarlo Stoccoro – Cesare Bocci – Bernardo Negro.

Come sempre grazie a Daniela Cerrato per la collaborazione in questi lunghi mesi, per l’ultima volta trovate la rubrica anche qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/
.

Contabilità stellare

Da questa distanza siderale
sembrate davvero
un gioco da finire
e non l’umanità.

Non penso ai volti amici.
Non penso ai miei ricordi.
Solo astri e meteoriti
e cifre da segnare.

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di Edoardo Pisani, qui:
https://poetarumsilva.com/2021/07/04/edoardo-pisani-poesie/
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*
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Non ho mai visto i tuoi piedi
.
Sulla Propaganda.
Bozze di un pensiero in epoca di buio e di dissenso.
Soverchiare la morale. Spingere verso l’extramoralita’. Attingere all’orizzonte per arrivare ad un oltre. Staccarsi dal quotidiano delle televisioni, i personaggi mediatici, le storie sospese fra rivendicazione e pubblicità.
L’extramoralita’. O dell’anarchia. O degli occhi che amo. O della gioia infinita senza mai riposo.
Siamo già in guerra.
Siamo già all’assassinio.
Non peccare di ipocrisia per mancanza di coraggio. Fare l’amore con la verità.
Leccarla tutta la verità. La verità dei corpi sospesi e delle orecchie violate.
È un assassinio gridare contro una bambina – ti stupro zingara. È l’assassinio della serenità. La mortificazione della poesia dell’infanzia.
Il turbamento di un solo attimo è già lesione. L’abbassarsi del cielo a livello della sotto corteccia. Evoluta anch’essa per carità!
Sentire il ritmo.
Provocare orgasmi di scandalosa libertà.
Accogliere.
Proteggere.
Creare comunanze come ventre di donna o di balena o del pianto dei cani di Maldoror.
Farsi venire la pelle d’oca.
Armare di addii la non curanza, la mala creanza, e l’ignoranza.
Distorcere il panico in azione panica.
Aprire le case. Lavare coperte. Profumare il sonno dei bambini.
Tornare alla regola – i bambini sono di tutti. E tutti li proteggono.
Creare un nuovo urbanesimo. Pranzare con i barboni di via Marsala. Affondare nella puzza di piscio e di feci.
Affondare.
Affondare.
Affondare.
Ora bisogna risalire lungo un arcipelago di arcobaleni ed aquiloni. Dire di no. Saper dire di no. Sapere. Sapere di sapere senza paura di sapere di sapere. Purezza.
O dello scandalo. Purezza. O delle tue mani gia qui dentro di me. Soggetto io verso un oltre non mio, verso l’universo impavido delle idee e degli eroi. Ridefinire l’urbanistica dell’eroe. Del mito. Del dissidente. Parlare da soli. Esclamare da soli. Pregare da soli il dio della pioggia.
Non posso portarti il sole.
Non posso portarti la legna.
Non posso portarti il camino.
Fiammelle. Fiammelle libertarie di tenerezza e amore. Urbanistica dell’amore senza freno. Strada per strada. Mattone per mattone. Irruenza per irruenza.
Propaganda. Autotassarsi per comprare libri e distribuirli per strada.
Libri e libri e libri e libri e libri.
Teorica rivolta che anticipa la prassi.
Teoria della rivolta e radice dell’intelligenza.
Propaganda fattiva.
Propaganda attuata per ogni millimetro di ossa e di sangue. Carezza. Sorriso. Carezza. Idea sull’idea di una idea di dono. Il dono come moneta di scambio. Il PIL umano.
Rottura con la democrazia. Bellicosa poesia. La democrazia è una utopia. Una bassa utopia. Propagandare poesia. Bellezza. Diversità.
Coraggio e donne. Coraggio e sopravvissute.
Coraggio e amore mio.
Coraggio. È ora di rivolta. Per strada please!
Riprendiamoci le strade.
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di Mimì Burzo, qui:
https://mimiburzo.wordpress.com/2021/07/06/non-ho-mai-visto-i-tuoi-piedi-2/
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Ricordi
.
Il fiato del giorno
spigola tra il verde
di morbide nuvole
che ascoltano il silenzio
specchiandosi nelle acque
dei ricordi, come rugiada
a disegnare il calore
di nostalgiche mattine.
Tenere carezze
che generano
ghirlande ancora vive
nel sospiro di una presenza
mai sfiorita
anche nel più cupo inverno.
di Chiara Marinoni, qui:
https://chiaramarinoni.wordpress.com/2021/05/30/ricordi-2/
.
*
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Quando s’apre non si
ripercorre nel sogno suo
insabbiandosi come un folto
di luci già entrato e pronto
alle voci raccolte intorno.
Poi qualcuno certo si spaventa
a vederlo ma lancia una striscia
solida di conservazione
e attende gli uccelli ad ogni
bordo forcaiolo che li dissangua.
Uscire ora sarebbe entrare.
Ho concesso senza perdermi,
parlando piano lungo una parete
che subito mi riassorbiva.
.
di Gino Scartaghiande, qui:
http://poesia.blog.rainews.it/2020/10/gino-scartaghiande-poesie-scelte/
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*
.
DESTINAZIONI
.
Che poi sì, si potrebbe lavorare
aver da avere e tu dirmi
caro, riposa che sei stanco.
Ma il mio mestiere è cane
dare un volto alla nuda finestra
e un cuore al noce.
Per te, a me cara come questa terra
-che cucina a rilento i suoi frutti-
ho in serbo le mie dita, fino a dieci.
Prometterti di più mi farebbe gregge
permetterti di più mi farebbe strada.
.
di Luca Gamberini, qui:
.
https://www.facebook.com/luca.gamberini.7   
.
*
.
Ci si pone come gli occhi
davanti agli imprevisti
la vessazione del cielo
la curva incollata alla strada
il sogno depredato all’alba
Ci si veste di nero
dimenticando l’ombra
che ha smesso di farci scudo
e resta ferma
Immobile sul ciglio
Vorremmo un solo corpo
per le parole sottratte alla bocca
lo sguardo liquido
che conquista lo spazio
indifferente a tutto
.
di Giancarlo Stoccoro, qui:
https://www.facebook.com/giancarlo.stoccoro
.
*
.
MUFFA DELLA SERA
.
L’attesa si è fatta
certezza
del tuo non ritorno.
Mi sento
muschio delle pietre
del mulino di Stiappa:
denso
morbido
intrecciato
sfilacciato,
quasi muffa verde.
Se alzo gli occhi
persino dal cielo buio
intuisco filare giù,
come steli
di ginestra del Sargentino rovesciati,
le stelle
in altri momenti
vive di luce.
La tac è stata crudele
nella sua verità:
il mio cuore è spugna
non assorbe linfa vitale
siero rosso denso,
ma lacrime.
Persino i grilli
stasera non cantano
i loro lieder straussiani
ma scandiscono
la fine di un oggi
senza domani.
Scrivo
seduto su una sedia
bassa di focolare,
curvo
ripiegato su me stesso,
indifeso
per la tua mancanza.
.
di Cesare Bocci, qui:
https://www.facebook.com/cesare.bocci.3
.
*
.
VERSO SERA
.
Verso sera si tingono le ombre
col rossore di mille smagliature.
Il tramonto si espande in frammenti
che il cuore inutilmente annoda,
mentre gli sguardi flettono il bujo.
Bra scopre a poco a poco il mutare
dei tetti tra poche ore stellati;
una canzone trilla come i grilli;
il vento circuisce i ritorni a casa;
al brusio del bar lievita il caffe’
come fa il risveglio sulle visioni.
So che Trevi ha vinto il Premio Strega
e la sera gorgogliava in gola;
l’attesa degli “Europei” muta frenesie;
Isadora Mendes attinge i volti
a Dante tra passi di rime in Bra:
è la poesia che sa il percorso
già tentato dal fiore dell’anima.
Verso sera interrogo silenzi
che hanno ceduto la luce del giorno.
Ora tocca a noi parlare alla sera,
chiedere alla sorte ancora una stella.
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di Bernardo Negro, qui:
https://www.facebook.com/bernardo.negro.18
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13 pensieri su “Gioielli Rubati 153: Edoardo Pisani – Mimì Burzo – Chiara Marinoni – Gino Scartaghiande – Luca Gamberini – Giancarlo Stoccoro – Cesare Bocci – Bernardo Negro.

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