Gioielli Rubati 150: Giovanni Baldaccini – Giuseppina Di Leo – Yuleisy Cruz Lezcano – Grazia Procino – Giancarlo Massai – Antonio Corradi – Laura Segantini – Carlo Becattini.

Grazie a Daniela Cerrato per la collaborazione, la rubrica è reperibile anche qui:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

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Linee intersecanti
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Libero senza me
penso di te frammenti
che so poco precisi
ma costruisco adatti a collocare
i miei ricordi in luoghi più appropriati
dove il reale non somiglia a noi
nel tempo come è stato.
A questo scopo cambio le stagioni
e traccio mappe
per dare nomi ad una inesistenza
che somiglia alla mia
e metto stelle dentro una bottiglia
per farmi compagnia
la sera al tavolino
quando la carta assorbe
la notte che ci spando
e diventa un abbozzo di città
dove trapelo e traccio
confini e scrivo il tempo
che si contorce nella mia scrittura
linee intersecanti la frattura
quando mi accorgo di non combaciare
alla morte che viene
e penso che domani vado a pesca
quando la sera si rispecchia
in mare e sembra ci sia luna.
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di Giovanni Baldaccini, qui:
https://scrivereperimmagini.wordpress.com/2021/06/06/linee-intersecanti/
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Un colpo di vento improvviso ferma la lettura.
È un avviso: è l’inizio del viaggio,
inviti a cogliere i frammenti, gli sprazzi di luce;
sono le 18,30 di un pomeriggio di agosto.
Il capitano è indaffarato e nervoso,
passa incarichi agli ufficiali mentre il cuoco di bordo
mette in caldo il pane per noi;
le sue mani sono dure come la corteccia di un albero.
Siamo qui
estranei a quanto sta accadendo
fuori
quasi e soprattutto il vento.
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di Giuseppina Di Leo, qui:

Navigo nelle parole di Giuseppina Di Leo

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Cimitero di piume
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Si è sbagliata la colomba,
ha finito il suo volo
in un film dell’orrore,
tremore di bombe che bruciano l’erba.
Il deserto vomita pezzi di carni.
I pochi fiori odorano
di terra bruciata.
Con la bandiera della libertà negata,
gli occhi dei bambini
salutano le tenebre
e si asciugano le ferite.
Nella mescolanza di terre
e di storie sofferte,
crescono semi di odio.
Si ascoltano boati
e la frangia di vita è ridotta
a sepolcro pieno di lucida disperazione.
Si perdono i nomi, si perde la ragione,
con l’innocenza assassinata a Gaza.
La colomba sbagliata, passa
e strilla «NO» al massacro
«NO» al verme e agli occhi mangiati.
Oh, colomba senza macchia!
Ti bagna il pianto scosso.
Le armi caricate nel mondo
arrivano a Israele continuamente,
la follia della gente
farà del tuo corpo un cimitero di piume.
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di Yuleisy Cruz Lezcano, qui:
https://papelylapizeditorial.com/2021/06/19/cementerio-de-pluma/?fbclid=IwAR2HvFr9Bvgdn9yUXSqEU8T2RC0dbq9g6R8BVdKy0VZpXWQA5Tf-rKCde3w
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Il corpo invecchia.
E’ legge della fisica inoppugnabile,
cristallina.
Lo specchio rimanda
la carne cascante del viso
le rughe assai pietose
a coprire il non fatto.
Ma l’anima è sottoposta all’azione della senescenza?
Il dubbio arriva quando
il gioco di indovinare
le falle di una vita prende
il sopravvento davanti
alla luce fredda
dell’unico lampione,
rimasto integro
agli insulti dei passanti.
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di Grazia Procino, qui:
https://www.facebook.com/grazia.procino.3
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Il sipario
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Attore o spettatore,
sul palco o in poltrona,
agire o osservare,
a te la scelta.
A teatro come nella vita
sei tu a stabilire il tuo ruolo,
a decidere da che parte stare.
Comodamente e pigramente
seduto ad assistere
passivo allo spettacolo
della tua esistenza che scorre
oppure scriverne la sceneggiatura,
salire sul palco, sudare, sbagliare,
mettere in scena ciò che ti piace,
selezionare chi vuoi
che ti reciti accanto,
dare il meglio di te,
emozionare qualcuno.
Ricorda che un giorno,
senza preavviso,
come nelle migliori rappresentazioni
inevitabile un colpo di scena,
il sipario si chiuderà in anticipo
lasciando a te
in bocca le ultime battute
e nel cuore l’arresa malinconia
della consapevolezza della fine,
negli spettatori la tristezza
per la mancata uscita finale a salutare.
Fa’ che quel giorno ti trovi
dalla parte giusta del sipario.
.
di Giancarlo Massai, qui:
https://www.facebook.com/giancarlo.massai
.
*
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Amo di te
.
Amo di te
la tua lontananza.
La mano che tendi,
per darmi speranza.
Le parole che scrivi
nella terra riarsa,
e le strade che mieti
danzando nel grano.
Amo di te
il coraggio gitano.
Che non sa rinunciare
al pane seccato,
che intingi nel vino
come un signore
o un marinaio.
Amo il tuo grido.
Il sentiero che fai
per corrermi incontro,
e il dito che punti
contro ogni mio petto.
Amo il tuo vestire prezioso,
e la tua nuca scoperta
che chiama il mio sangue.
La mia pancia che
serra la via,
quando ti vedo arrivare.
Le lingue che parlo
e non le conosco,
i baci sconosciuti
che incontro.
Amo di te
tutti i sogni che faccio,
dove non diciamo niente
e ci sfioriamo la guancia.
Amo di te
il mio tremare.
Il tuo sapere
e la tua ombra,
che sempre scorgo,
levarsi dal piede
d’ogni donna che ha amato.
di Antonio Corradi, qui:
Da -Le api muoiono Giovani-
https://www.facebook.com/corradi.antonio
.
*
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Non abbiamo necessità
di seduzione,
siamo abituati
alla più profonda solitudine.
Tu sai, che nemmeno
mille parole,
possono cancellare quello
che è stato scritto
sulle nostre anime.
I nostri spiriti, vorrebbero
poter smentire
cuori insanabili.
Siamo pervasi da certezze,
meravigliose e tristi.
Come il conoscere
cosa sia la felicità,
e il saperne già l’epilogo.
di Laura Segantini, qui:
https://www.facebook.com/laura.segantini.96
.
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Spiriti
.
Vorrei sedermi a tavola
con tutti voi,
.
un tavolino circolare
come quello di Re Artù,
.
ed evocarvi uno ad uno
per accogliervi al mio desco,
.
e tutti insieme passare la notte
al confine sospesi tra la vita e la morte.
.
A ritroso nel tempo fare l’appello
ed abbracciarvi uno ad uno,
.
nonni, bisnonni, avi,
antenati tutti mai conosciuti.
.
Se io sono qui voi ne siete responsabili,
nel bene e nel male,
avanti, sedete,
facciamoci questo pranzo in famiglia.
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di Carlo Becattini, qui:
https://fioriscenelbuio.wordpress.com/2021/06/16/spiriti/
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14 pensieri su “Gioielli Rubati 150: Giovanni Baldaccini – Giuseppina Di Leo – Yuleisy Cruz Lezcano – Grazia Procino – Giancarlo Massai – Antonio Corradi – Laura Segantini – Carlo Becattini.

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