riveder le stelle

Mi spoglio per soldi,
solo per quelli,
altrimenti com’è possibile
poter restituire
tutto quanto non c’è più?
 
La terra nei vasi,
tornata all’aria
dopo un inverno intero,
odora di bosco vecchio
e legni marci
 
dunque arriva troppo tardi
il sentimento di stagione
che è alla fine,
una fine c’è sempre,
il suolo riapre.
 
Algoritmo.
Algebra.
Sinossi.
Il critico si nutre di briciole
per sputarle senza assimilare.
 
Mi rivesto gratis,
non un attimo in più
o uno in meno
di nudità oltre l’accordo.
La poesia mi voleva morto
la matematica senz’ali.
 
Un fine c’è sempre:
riveder le stelle.

10 pensieri su “riveder le stelle

  1. “Mi spoglio per soldi,/solo per quelli/…/Mi rivesto gratis”
    Un verseggiare che ricorda i poeti maledetti, e credo sia intenzionale: la poesia, inascoltata, dal suono sordo, è una stagione all’inferno. Altresì intenzionale è il riferimento a “una fine” che acchiappa per la coda (risorgendo) “un fine”: riveder le stelle (e dall’inferno “uscimmo a riveder le stelle”)

  2. “Riveder le stelle” è un desiderio recondito, in noi, che s’accende sempre, dopo un’inaffettività, o un dolore…
    Buona giornata Flavio

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