riscrivere

una linea a demarcare risveglio ufficioso
da risveglio ufficiale, le due Berlino,
ma ricordare il sogno in cui
al risveglio resta la sfumatura
di avere fatto un sogno, non si sa quale

chiusi in casa coi ferri caldi
a fare pieghe morte al pensiero;
complemento scettico per giorni inutili

l’atmosfera punge per troppe coperte
sotto tutto è molle
e nessuno parla per dire
qualcosa che assomigli a un buongiorno
per chiedersi oggi chi sparerà?

Quante risatine soffocate
dal cestino della carta straccia:
riscrivere.

12 pensieri su “riscrivere

  1. Buongiorno caro Flavio. Mi piace questo tuo componimento: amo questo procedere per folgorazioni, per baluginii ispirativi, per “sottrazione di materia”, secondo una locuzione cui sono legato perché traspone l’idea fabrile del lavoro di costruzione poetica. Riesce a rendere un’atmosfera densa, che riconduce immediatamente alla dimensione onirica, che come ha dimostrato la storia delle religioni ci proietta alle logiche profonde che sottendono l’esistenza. Un abbraccio.

  2. Claudio Maria Zattera (da FB)
    Potrebbe essere la berlino di prima (durante) e dopo il muro, sul quale poi ne è stato costruito un’altro, il politically correct, vere pieghe morte sul pensiero (in realtà è tutto piatto, niente dei, sexxo e identità). La foto aiuta, ci sarebbe da riscrivere la storia. Ma non so se ho colto.

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