Ascolta & Leggi: Mike Oldfield con nuovi inediti di Agostino Rossi (Agone)

Fosti madre
 
 
Gli occhi ora spenti
il silenzio spietato
cancellati i colori
il destino spezzato
 
Il bambino che piange
il suo grido di amore
mentre il sole tramonta
nel giorno che muore
 
*
 
Cammino
 
 
Rivivo i miei sogni
con avida rabbia
ma il teatro ora è vuoto
la storia è ormai vecchia
 
Rivedo i miei passi
lise impronte di sabbia
sono solo ricordi
che diventano nebbia
 
La mia vita è passata
è finita ogni giorno
rivissuta per caso
vagabonda nel tempo
 
*
 
Preludio
 
 
Io vivo di ricordi
di immagini spezzate
di gesti e di silenzi
di grida e di risate
di sguardi indifferenti
di lacrime salate
di sogni e desideri
di strade mai cercate
 
Io vivo di tramonti
di foto ormai sbiadite
di terre sconosciute
di tracce mai seguite
di musiche stonate
di cose mai capite
di feste sopportate
di prove mai finite
 
Io vivo di parole
che ho scritto e poi buttato
di fogli e scarabocchi
che il tempo han cancellato
di quadri appesi ai muri
di libri che ho studiato
di amici e pugni in faccia
che mai ho perdonato
 
Io vivo della vita
che il tempo mi ha lasciato
del sole e della pioggia
del vento che ho incontrato
di amori che ho perduto
di amori che ho trovato
di occhi nei miei occhi
di labbra che ho baciato
 
nulla ho dimenticato
 
 
*
 
Naufrago
 
 
qui confuso come nebbia all’imbrunire
vivo il sogno che dissolve il mio reale
ma non sento il desiderio di guarire
non importa quanto greve sarà il male
 
nei tuoi sguardi cerco invano di lenire
le ferite che mi bruciano nel cuore
e mi sembra quasi stessi per morire
mentre ancora stai sbocciando come un fiore
 
dimmi quanto il tuo sorriso può stordire
come possano i tuoi occhi far volare
e di quanto ogni tua lacrima soffrire
e di quanto ogni tua lacrima bruciare
 
quanto è folle che io cerchi di capire
cosa riesca a fare nascere un amore
come un bimbo mentre cerca di scoprire
una cosa che non vede ma che vuole
 
e i miei pensieri sono un fiume in piena
che naufrago io sfido alla deriva
e maledico e mordo la catena
che mi costringe al pianto sulla riva
 
e mi allontana dalla mia sirena
 
 
*
 
Orizzonte
 
 
respiro la vita
 
e il silenzio
è nel sole che nasce
è nel giorno che muore
è col bimbo che dorme
è nel vento tra i rami
nelle api sui fiori
nella neve che cade
e sussurra
nelle onde del mare
sopra i languidi fiumi
sul tappeto di foglie
cadute:
solo macchie e colori
 
è negli occhi
 
è nel cuore
 
le mie mani
 
il tuo bacio
 
un sorriso
 
 
il riposo
 
 
*
 
Condanna
 
 
nel mare dei tuoi occhi annegherei
appeso alle parole qui a tremare
nel tumultuoso fremito del cuore
le dita tra i capelli a implorare
che il fato ci conceda di partire
 
e il sole all’orizzonte ancora muore
 
 
nei tuoi sorrisi ingenui cercherei
sapori di una bocca da baciare
rubare al tempo odioso le sue ore
le mani dolcemente accarezzare
cercando le tue pene di guarire
 
e in cielo si dissangua un altro amore
 
 
le lacrime sul viso asciugherei
sospeso in un futuro da sognare
assaporando ladro il tuo tepore
sui seni e sui tuoi fianchi liberare
i desideri ardenti da sopire
 
la sera adesso è il quadro di un pittore
 
 
la luna e il mondo intero ti darei
arcobaleni e fiori da guardare
e della neve porterei il candore
del sole e delle stelle l’ammiccare
e suoni melodiosi da sentire
 
ma nella notte grida il mio dolore
 
 
il tempo che è passato getterei
il tempo che ho buttato per amare
e questa ottusa vita di grigiore
le maschere che indosso cancellare
bruciarle come carta nelle pire
 
è l’alba e un altro giorno da scontare
 
**********************************************************
Agostino Rossi, classe 1964, nato e cresciuto a Castel Bolognese, dove tutt’ora risiede, sposato e padre di due figli, spinto dalla passione per il canto, la musica, la fotografia e la lettura, fin dall’adolescenza si cimenta nel componimento di opere musicali (che ama definire “musiche per immagini”) e scritti di prosa e di poesia anche
se, a causa della maniacale ricerca della perfezione, che lo “costringe” a riprendere in mano le proprie opere, non è autore prolifico. Le poesie, come le musiche, sono intrise di nostalgica malinconia, “condizione ideale”
ripete spesso “per alimentare il terreno della creatività”.

19 pensieri su “Ascolta & Leggi: Mike Oldfield con nuovi inediti di Agostino Rossi (Agone)

  1. finalmente ha concesso qualcosa, per farlo capitolare ce ne vuole…è un peccato che non si convinca ad aprire un blog e far conoscere anche solo gli assaggi delle musiche che compone. Pecca forse di troppa modestia, ma è bravo. Hai scelto un buon abbinamento musicale per le sue poesie, ci sta divinamente

  2. Finalmente si mostra, si propone, si fa guardare in quegli occhi che sono le sue parole. Una sensibilità forte che senti vicina, amica, violentemente dolce. Complimenti Agone e bravo Flavio anche per l’accostamento sonoro

  3. Un mix di dolcezza, e malinconiea, in queste strofe, ove anche la natura “si posa leggera”…
    Pacato il brano d’accompagno…

  4. Flavio ha colto ancora una volta nel segno lasciando a Mike Oldfield il compito di accompagnare le emozioni che ho cercato di trasmettere… e io non posso che ringraziarlo e ringraziare tutti voi che, soffermandovi a leggere, avete cercato di condividerle…
    E’ sempre una grandissima emozione…

  5. Poesie stupende che hanno per me anche il potere di indurre a scrivere, a trasferire su carta le proprie emozioni. Fantastiche le musiche di Oldfield, di lui mi ricordo sempre il bellissimo Tubular Bells.

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