Gioielli Rubati 136: Mimi – Grazia Denaro – Paolo Fichera – Adriana Gloria Marigo – Enrico Barbieri – Acromorali – Franco Bonvini – Carlo Becattini.

Con un augurio di buona primavera e altrettanto buona giornata mondiale della poesia.
La rubrica è disponibile anche qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/
con un sentito ringraziamento a Daniela Cerrato per la collaborazione.

Siedo nell’angolo del tramonto

Siedo nell’angolo del tramonto
da quando non ci sei
guardo nel nostro riquadro di cielo

i rami sottili delle querce lontane
e la cima della montagna
e i rosa, e i viola, e gli azzurri
e le nubi
e la notte

e infine solo quella finestra accesa
nessuna stella
e una voragine di silenzio.

(per mimi)

di mimi, qui:
Siedo nell’angolo del tramonto

*

Morire alla deriva

Dove anche l’ombra di te
il mio essere
è stato linea di certezza
e ancora rifugio.

Unica via di unione simbiotica
la nostra onda circolare
che non disperse mai
il suo perimetro
ma si attivò a rinfoltire
sempre le radici
insite in noi.

Ricordo quando mi cantavi
la dolce ninna nanna
negli anni della mia soave giovinezza.

Mi accarezza
e mi consola ancora quella melodia
che nei momenti di disequilibro della vita
come una stella solitaria
rifulgente la sua luce
tende a lenire le mie pene
di quando esausta e vacillante
mi lascerei morire alla deriva.

di Grazia Denaro, qui:
https://graziadenaro.wordpress.com/2021/03/08/morire-alla-deriva/?fbclid=IwAR3MgtnbFhvJ9cVMp2pz8UI9LN4LVGxGRUUSpixOABVNgPEqa3TDepgzrTE

*

palazzo della ragione
francesca woodman
aquila nel rosso
“non manca niente”
tranne ciò che mancherà per sempre
che mancava e mai è mancato
stretto negli occhi,
senz’albe.

di Paolo Fichera, qui:

Figura di Paolo Fichera

*

Molti mi cercarono, trovarono
tra il nome e l’attributo
e lì stimarono la mia dimora.

Pochi scorsero
– per rara pazienza d’oro
e diamante filata –
il criterio dell’encausto
nella volta a tutto sesto fiorito.

di Adriana Gloria Marigo, qui:
https://www.facebook.com/adrianagloria

*

Forse dal perossido

Nel profondo delle Marianne
Sottili come i giorni
Potremo distillare i respiri,
Illuminati da pesci di vetro
E denti dorati, potremo
Scendere al nucleo,
Dove i genitori e prima
I nostri ceppi a spirale, in
Noi perdoneranno
La materia meschina, ora
E in ogni cupola del tempo.
Per gli annegati i suoni
Scoppiano, poi si stendono
Luci, pani eterni, luce.

di Enrico Barbieri, qui:
https://www.facebook.com/enrico.barbier

*

1142) SFINGE E SABBIA

Nel mio arso deserto tu stagli,
la sfinge di curve e sapori
fresca di desiderio
bagnato dal sole che soffia
sulle dune crescenti
tese all’oasi dei sensi.
Ad ogni fusione
perdiamo il contatto terreno;
tu sfinge senza gabbia del tempo,
mentre io non più sabbia,
rinasco dagli aridi passi
dell’immobile angoscia di prima.

di Acromorali, qui:
https://www.facebook.com/acromorali.poe

*

Piccolo bosco dimenticato

C’era lungo le mura un piccolo bosco
un piccolo bosco dimenticato dall’ asfalto e dai rumori
abitato da indiani e indianine
o pirati e perline
a seconda del sogno del giorno
perchè c’era il sogno un giorno.
Quasi non si vedeva l’ ingresso nella siepe
ma in un punto le foglie cedevano, e si aprivano
e dentro gli alberi erano così folti che potevi dimenticare il cielo
potevi farne uno nuovo al giorno
costruire capanne di liane di sambuco
e dentro potevi essere dimenticato
potevi dimenticarti
potevi essere il pirata o l’indiano.
Solo gli alberi ti riconoscevano sempre e ti coprivano, complici
chiamavano a raccolta gli uccelli più esotici
per un canto indimenticabile
solo lo scurire della luce ti chiamava
e una voce che sapeva
e sapeva il tuo nome dimenticato.

C’è lungo le mura una panchina sull’ asfalto
in bellavista
dove si siedono indiani e indianine
o pirati e perline
a seconda del sogno del giorno
perchè lì c’è il sogno.
L’albero che gli fa l’ombra ti conosce
chiama a raccolta gli uccelli più esotici
e puoi ancora dimenticarti ascoltandoli.

E’ ancora lo scurire della luce a chiamare
che non ho orologio
solo lo scurire della luce
i passanti non sanno il mio nome.

di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2021/03/16/piccolo-bosco-dimenticato/

*

Un mattino

Il nodo nel legno vortica oscuro,
imposte chiuse, paletti in ferro bruno,
d’ottone la maniglia mi osserva
come un punto esclamativo,
povera ballerina che ruota sulle punte;
c’è un galletto arzillo,
un albero da frutta in un cestello,
vicini ma irraggiungibili rimangono
staticamente appesi al cielo di ceramica.
La bocca del vortice giace silente,
la sua ombra è geometricamente impossibile,
due piccoli capezzoli bianchi attendono,
prima o poi, un polpastrello che li sfiorerà.

Il popolo dorme nelle pose più strane,
chi in piedi, chi di lato, a pancia sotto
o sotto sopra, nudi o vestiti,
sporchi o da lavare, oggetti lasciati
sull’acquaio rilucente d’acciaio.
Pigolano uccellini nel cesto della frutta,
dal nido le pere allungano il becco
chiamando il babbo…
si sa bene tutti che le pere non hanno
la mamma.

Sono bloccato in una pagina del calendario,
posso muovermi da una casella all’altra
solo una volta al giorno,
e così cambio umore e numero.
Tutti siamo numeri,
tutti proveniamo da una casella
di un calendario
e ce ne andiamo per la stessa via.
Oggi è un giorno rosso
come l’orologio che lo sovrasta,
il suo ticchettio è ingombrante,
fastidioso di monotonia e ossessività;
occhiali da vista mi guardano
tra tazze e biscotti
ed io vedo in loro trasparenza e inutilità
senza un occhio che gli appartenga.

Il gas sta fuggendo via
correndo veloce tra gli ingranaggi
del contatore,
la fiamma s’è accesa ancora una volta,
fuori è freddo, sono le sette,
la pendola canta con voce suadente
rintocchi ammalianti,
tutto è statico eccetto questa mano,
eccetto questa mente,
anche l’acqua della bottiglia ondeggia
al ritmo della penna che scrive
come se fosse la lunga onda del mare
che la luna sollecita
esercitando il suo potere occulto.

di Carlo Becattini, qui:
https://poesiestralciate.wordpress.com/2021/03/16/un-mattino/

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29 pensieri su “Gioielli Rubati 136: Mimi – Grazia Denaro – Paolo Fichera – Adriana Gloria Marigo – Enrico Barbieri – Acromorali – Franco Bonvini – Carlo Becattini.

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  3. Un avvincente bouquet poetico, per un giorno di primavera a 360 gradi.
    Complimenti agli autori, e un grazie a Flavio e Daniela, per le ottime scelte
    Buona domenica a tutti

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