strana corda

strana corda ripensando dove
i sospiri sono folate di vento,
e fa freddo,
nel risveglio il petto trema
muscoli dapprima insospettati

l’intollerabile salva.
qualcuno, qualcosa, la forbice
insufficiente a tagliare legacci.
ancora questa corda spessa
pesante sul petto

Il Vaccinone 39

Il cesso è sempre in fondo a destra, lo diceva anche Giorgio Gaber in un suo celeberrimo brano. La sinistra è morta, ma pure la destra, così apparentemente trionfante nei sondaggioni elettorali, non è che stia meglio. Prendiamo Matteo, non so quale dei due: nel Sessantotto volevano la fantasia al potere, oggi al massimo e con entrambi loro ci andrebbe invece il Cottolengo, e non si offendano quelli che lavorano e vengono ospitati all’interno dell’Opera. Il nano lo abbiamo già visto e non ha bisogno di presentazioni, ci fu un tempo che tra un’amichetta e l’altra si è pure spacciato ultracattolico, e tutti i boccaloni a crederlo, ahahahahah! Non c’é limite in Italia al facciaculismo, e se dici una minchiata dilla convinto tanto ti crederanno. I terrapiattisti e i negazionisti ci sono ancora o sono già tutti morti di vairus? Lo scopriremo solo vivendo. Infine c’è giorgina alias fotoshop. Quella che Ruby è la nipote di Mubarak! Ahahahahahah anche questa da un paio di decenni non sa più cosa inventarsi. L’unica cosa che questa destra capisce bene è il colore dei soldi e del conseguente potere.
Se vado da questi figuri, prendo il blocchetto degli assegni, scrivo una cifra a sei zeri, poi chiedo:
– A chi l’intesto?
Questi subito alzeranno il braccio urlando: – A noi!

Noccioline & Banane: Sono la bella creatura che vive in questa casa (2016)

Sono la bella creatura che vive in questa casa è un film che vive di attese, preoccupandosi più di mostrare che di raccontare a parole. Non intende spaventare lo spettatore o metterlo in allarme al primo aumento della colonna sonora, piuttosto cerca di immergerlo nell’angosciante mood della storia, insistendo ossessivamente su dettagli come macchie di muffa su un muro o un tappeto spiegazzato. Tutto questo senza, però, dimenticarsi di offrire spunti e citazioni sia letterarie che cinematografiche, da Poe ad Ann Radcliffe, da Polanski al Nakata di Dark Water. Gran bel film, da vedere con pazienza, perché è un film che vive di non accaduto e forse di non detto, qui sotto lo potete vedere per intero.

Lo stato del grano

Riposa sotto una pergola di viti e tiglio.

Lo stato del grano è un agosto lontano
erbetta verde cresciuta in silenzio,
ne verrà pane avanzato da gettare alle bestie
non prima di un bacio d’addio
tra profumi e bottoni di vite
promesse di vino lontane.

La partita non si farà il campo è senz’erba,
il pubblico chiuso in casa, noi bambini
a sognare su lumi di stelle finite.

Il Vaccinone 38

Imola, o meglio tutti i territori compresi nella sua Ausl quindi anche i comuni limitrofi, è diventata zona “arancione scuro”, che poi come cavolo è l’arancione scuro? Insomma un quasi lockdown a due passi da Castello. Questa variante britanna del vairus, il caro Desmond, sta facendo sfracelli. Mi piace servini, che pur di non farsi un toast a casa sua chiede ad altissima voce l’apertura anche serale di bar e ristoranti: un’impestata non è una roba seria se anche questa specie di masaniello all’incontrario non dice la sua cazzata. E’ noto comunque come la lega, oltre a essere una bega nazionale, sia un partitissimo da 49 milioni di euro.
No preoccupations, ci penseranno grisù e il suo fido pugnetta a fare di tutta l’erba un fascio. In questo mondo già tutto cosparso di fessi, che credevamo leggermente migliorato dopo la scomparsa di drumpo, ci si mettono anche i profeti di catastrofi, roba da consumare la ferramenta a forza di scongiuri.
Ho letto la terribile profezia di Pippo Barzizza:
Alla fine si salveranno solo quelli rinchiusi nella casa del Grande Fratello Vip e l’umanità ripartirà da loro.

Ascolti amArgine: Saint James Infirmary – Hugh Laurie (2011)

Certo che è suggestivo sentire Doctor House cantare come certi blues men di colore di quasi un secolo fa. E certo è un bel sentire e aspirare il suono di questa estemporanea big band. Saint James Infirmary è un brano di Cab Calloway del 1933. Si tratta di una reinterpretazione del brano “St. James Infirmary Blues”, la cui origine è incerta. Cab Calloway realizzò questa versione per il cartone animato di Betty Boop del 1933 Snow White, buon ascolto.

Infermeria Saint James

Sto andando all’Infermeria St. James
A vedere la mia piccola
E’ distesa sopra un lungo tavolo bianco
Lei è così dolce, così fredda, così giusta

Lasciate andare, lasciate andare, Dio la benedica
Ovunque possa essere
Cercherà per questo vasto mondo
Ma non troverà mai un altro uomo così dolce come me

Quando morirò, seppellitemi con le mie bretelle
Fatemi indossare un cappotto box-back e un cappello Stetson
Mettete un pezzo d’oro da venti dollari sulla mia catena da orologio
Così per far sapere a tutti i ragazzi che sono morto in piedi

E datemi sei maledetti portatori
Lasciate che una corista mi canti una canzone
Mettete una torrida Jazz band alla testa del corteo
Potremo innalzare un Alleluia mentre procediamo

Ora avete sentito la mia storia gente
Di ragazzo, passami un altro po’ di quell’alcool
Se qualcuno dovesse chiedertelo
Lascia che io abbia solo quel blues dell’Infermeria St. James

TESTO ORIGINALE

Well folks, I’m goin’ down to St. James Infirmary
See my little baby there
She’s stretched out on a long, white table
Well she looks so good, so cold, so fair

Let her go, let her go, God bless her
Wherever she may be
You may search this whole wide world over
But she’ll never find another sweetheart like me, yeah

Take apart your bones and put ‘em back together
Tell your mother that you are somebody new
Feel the breeze blow and tell ‘em all, “Look out here it comes!”
Now I can say whatever I feel like to you

Then keep me six crap-shooting pallbearers
Let a chorus girl sing me a song
Put a red-hot jazz band, we raise
Hallelujah as we go along, well

Well folks, now that you have heard my story
Say boy, hand me another shot of that rye
And if anyone else should ask you
Just tell ‘em I’ve got some of those St. James Infirmary blues

Ascolta & Leggi: Pink Floyd con tre poesie di Lawrence Ferlinghetti

ci si sente più piccoli e prossimi a sparire per la perdita di un così grande poeta, mica noi

Bisogna (bisogna… diciamo che può essere utile) saper leggere la realtà,
ma a volte è bello leggere anche l’irrealtà (basta non caderci dentro).

Il negozietto di caramelle dietro la soprelevata
è lì che per la prima volta
mi innamorai
dell’irrealtà
Gelatine luccicavano nella penombra
di quel pomeriggio di settembre
Sul bancone un gatto si insinuava tra
bastoncini di liquirizia
e barrette al cioccolato
e cicche Oh Boy

Fuori le foglie morivano e cadevano
Il vento aveva spazzato via il sole

Una ragazza entrò di corsa
Aveva i capelli zuppi di pioggia
Il seno ansava nella stanzetta

Fuori le foglie cadevano
e piangendo dicevano
Troppo presto! troppo presto!

Lawrence Ferlinghetti, in “Poesia” n. 346 Marzo 2019, traduzione di Leopoldo Carra

*

A SUD DEL CONFINE

I gringos e le gringas sulle sedie a sdraio
ingollano margaritas
e ascoltano i mariachi
e il ritmo dei guitarrones
E non sentono mai mai
i tamburi lontani dei diseredati
con le promesse fatte in piazza
e tradite nelle campagne

*

CON BECKETT

Ho sognato di vedere Samuel Beckett stanotte
che attraversava il giardinetto
dietro la scura carcassa cupa
della cattedrale di Notre-Dame
dove le foglie dei marronniers
fremevano sotto la pioggia
Indossava un consunto cappotto di tweed
con il collo tirato su
E ho immaginato che fosse appena uscito
dal Théâtre de la Poche
dove avevano appena messo in scena in francese
la millesima replica di Aspettando Godot
E si è seduto su una panchina bagnata
e fingeva di piangere mentre rideva
e fingeva di ridere mentre piangeva

E io ero seduto lì con lui
sotto i castagni
mon semblable mon frère!

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Lawrence Ferlinghetti è nato a Yonkers a New York nel 1919. Suo padre morì pochi mesi prima della sua nascita. La madre, Clemence, impazzì e fu ricoverata in un ospedale pubblico e Lawrence finì in un orfanatrofio. Ferlinghetti ha frequentato la “University of North Carolina” a Chapel Hill. Durante la sua permanenza all’università Ferlinghetti diventa il direttore del giornale dell’università e continua a scrivere poesie, che aveva cominciato a scrivere a 16 anni. Dopo la laurea, Lawrence è stato nella Marina Americana (United States Navy) durante la seconda guerra mondiale. Ferlinghetti è tornato in seguito a Bronxville e finito i suoi studi alla “Columbia University Graduate School”. Lawrence dopo avere terminato gli studi alla Columbia University decise di andare in Francia, dove svolge un dottorato di laurea in poesia alla Sorbona di Parigi. Successivamente è tornato a San Francisco dove insieme a Peter Martin inizia la pubblicazione di un giornale chiamato “City Lights.” City Lights fu un tentativo di dare voce al fermento culturale dell’area della Baia di San Francisco. Dopo poco tempo i due aprirono una libreria sotto i loro uffici , e il nome scelto per la libreria fu quello del gionale. Questa libreria “The City Lights bookstore” si trova ancora oggi nel luogo originale. Ferlinghetti ha pubblicato il suo primo libro di poesia “Pictures from a Gone World” nel 1955 per la City Light, la casa editrice da lui fondata. La sua seconda raccolta ” Coney Island della mente” (A Coney island of the mind) uscì nel 1958 e divenne un successo enorme , tanto che fino ad oggi ha venduto oltre un milione di copie. Nella sua attività di editore è stato il primo a pubblicare la discussa opera di Allen Ginsberg , “L’urlo” (Howl). Dopo la pubblicazione di “Howl” , Ferlinghetti fu accusato di pubblicazione di opera oscena ed indecente. Ferlinghetti possedeva un capanno rustico a Big Sur che divenne la principale ambientazione del romanzo di Jack Kerouac del 1962 “Big Sur”. Ferlinghetti appare nel libro come il sensibile Lorenzo Monsanto, che aiuta il personaggio (alias Jack Kerouac) a ritirarsi fra la natura per sfuggire al demone dell’alcol, ottenendo pessimi risultati. Ferlinghetti è stata una delle menti più “politiche” tra i Beats, e ha continuato la sua attività di lotta per tutti gli anni sessanta. I suoi principi pacifisti nascono proprio dalle sue esperienze personali di guerra. E’ morto ieri 23 febbraio 2021 alla bella età di 101 anni.

Il Vaccinone 37

Con questo bel sole, così tragicomico, è dura starsene in zona arancione però ci proviamo. Poco fa mi è giunto un telex dall’Assovacche, tutte incazzate perché non vogliono essere associate alla Meloni. Mi chiedo però, esimio professore se insulta una fascia, perché poi chiederle scusa? Crede forse che se fossimo vissuti sotto un regime, sarebbero bastate le scuse? L’avrebbero fatta semplicemente sparire, e il suo nome cancellato dalla storia. Certo che con la classe politica che ci ritroviamo, penso che in altri tempi nessuno di loro avrebbe raggiunto posti di comando. Pensiamo a renzi, con la faccia che si ritrova, nella Londra di Dickens al massimo avrebbe potuto aspirare a un posto in orfanotrofio. berluska sarebbe stato un grande giullare alla corte del papa: a berluskò facce rideee! E il leggendario servini? Sicuramente nel Rinascimento alla corte dei Medici avrebbe potuto, massimo, candidarsi a un posto da assaggiatore. Infine, facciamoci del male, pensiamo a uno come brunetta, fosse vissuto al tempo dei romani per lui al massimo ci sarebbe stato un posto sulla Rupe Tarpea, o meglio sotto.