Gioielli Rubati 130: Annalisa Rodeghiero – Enrico Toso – Domenico Carrara – Erospea – Luca Oggero – Vincenzo Ditoma – Luciano Orlandini – Carla Viganò.

Ringrazio Daniela Cerrato per la gentile collaborazione. Questo numero della rubrica è reperibile anche qui:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

XI.

A oriente di qualsiasi origine
si vestiranno d’alba. Ne coglieranno
l’essenzialità oltre ragione.
La promessa prima, verrà conservata.
A tutto ciò che deve ancora essere
la sposa innalzerà altari, occhi.
A tutto ciò mai torri né ombre.
Nel bianco- in quella precisa tonalità di bianco,
tutto il valore indiviso della verità.

Il verso in chiusa è di Massimo Scrignoli in Lupa a gennaio, Book Editore, 2019

di Annalisa Rodeghiero, qui:
https://alfredorienzi.wordpress.com/2021/01/27/inediti-da-ad-oriente-di-qualsiasi-origine-di-annalisa-rodeghiero/?fbclid=IwAR0WXlzNJrtnN4sTpBJxuh2blNrs0xcl7qLhJu9hJ_428jOn3z0kkIaxUOI

*

Ti chiamerò
un giorno qualunque
di un anno qualunque
quando sentirò mancarmi il fiato
inseguendo farfalle e aquiloni
Solo allora potrò guardare
il frangersi dell’onda
senza più annegare
E il tempo non strapperà più
la pelle dell’assenza
scorticando la carne viva del dolore
Così la foglia si poserà leggera
ai piedi dell’albero che fruttificò il seme
e potrò vedere ciò che resta delle mani
del sospiro tra le labbra
della parola che contiene un nome

di Enrico Toso, qui:
https://incipit2016.wordpress.com/2020/12/20/224/

*

Adesso che tutto sta per esplodere
oppure potrebbe non esplodere,
che c’è il cielo a muoversi piano,
a succedere o non succedere;
adesso che ogni cosa accade
e resta a mezz’aria, immobile,
sentiamo gli scoppi impercettibili
e un singulto diventa un tremito.
È il momento per dubbi e spine,
ora il calore pare immaginario
come la pelle amata o odiata,
come lo scroscio d’una risata;
sa di nuovo inizio o di fine,
è collettivo e pure personale
questo trovarsi in fondo fragili,
il lento riprendere del respirare.

di Domenico Carrara, qui:
https://www.homoscrivens.it/post/anteprima-poetica-domenico-carrara

*

30/1/2021
la compagnia dei soli spegne la notte. stellando i graffi simboleggiano nulla, prese d’affetto felino: eccostellando. sfido i traduttori a trasferire nuovi linguaggi rinunciando ad alte definizioni, ai macro e ai micro. di tutti i segni la muta cambia pelle agli onesti fuori legge. Dormendo il sax fra le braccia la mia vita riposa, e un po’ di ventre, finalmente. Il tempo è finito, la durata è tornassero i poeti. la compagnia dei soli. ]Metteranno a nuovo edifici che mai avessero costruiti.[ ‘Nserra ‘o purtone, libera i cani di cancello e mordi la luna per i mesi a venire dopo il pianto alle risa. Dormendo fra le braccia riposa: sembra bella la vita mentre dorme. Le medagliette proteggono, oltre il bene oltre il male. Quasi vera la madonna, sembra, che ride tutti i figli non suoi. […] Raccoglimenti di quartiere omaggiano le ultime del governo. “Possiamo fare una città senza governo?” come risolvono i problemi i piccoli. […] Assafà ha creato le stelle, le bretelle a chi non regge più. Il tempo è finito, la durata un suono, messo a […]

di Erospea, qui:
https://erospea.wordpress.com/2021/01/30/30-1-2021/

*

Ho frammentato la mia realtà in pensiero
e resa agibile dai sensi miei al cranio.
Ho fratturato poi il mio pensiero in verbo,
virato immagini, rumori, melodie,
lampi di odori e sensazioni sulla pelle
in esoscheletro di parole all’osso.
Ora lo indosso come s’indossa un canto,
come si porta a passeggio un’astrazione,
come superbamente definiamo sintesi
l’imperfezione intrinseca nell’arte.
S’asciuga il mondo tuo mentre lo scrivi
come l’inchiostro asciuga sulla carta.

Di Luca Oggero, qui:
https://www.facebook.com/ellucho.balboa

*

Centomila e nessuno

se solo avesse scienza il nostro volto
in quell’agrodolce anarchia di rughe
ch’è la nostra storia; se solo fosse
possibile non metterci in parentesi
scolpendo attorno al vento quel che siamo.
ma non ci coincide che la beffa
che fa di noi l’ennesima pretesa
di aver eliminato quella folla
di voci che hanno tutte il nostro accento…

di Vincenzo Ditoma, qui:
https://www.facebook.com/vincenzoditomapoesia/

*

Il tempo perduto

Il tempo perduto sono attimi di ricchezza.
Le grida di terrore sono bimbi innocenti
che piangono nei millenni della storia.
Non esiste rancore, né odio.
Sbocciano fiori sui cuori di chi uccise
e non pianse o non poté farlo.
Voglio credere che l’amore sia in noi
e che un giorno fioriranno rose nei deserti.
Voglio credere che un attimo di speranza
serva almeno a illuderci di essere vivi.

Di Luxor Luciano Orlandini, qui:
https://compensazioniequoree.wordpress.com/2019/09/29/il-tempo-perduto/

*

è il blu un colore freddo?
eppure se stessi annegando
lo vorrei nell’oceano
e se stessi volando
avrei mio il cielo
non vi elenco tutti i fiori
la vecchia tuta del meccanico
la carta dello zucchero
la tinta antica dei greci
i jeans lavati e candeggiati
le iridi sui cartelloni quando piove
il tratto della Bic
il velluto al cinema nel buio
le vene dirette al cuore
il vestito di mia madre, l’ultimo
tutto andrà scolorando
mai niente appartiene –
resta un senso cromatico –

di Carla Viganò, qui:
https://www.facebook.com/carla.vigano.391

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32 pensieri su “Gioielli Rubati 130: Annalisa Rodeghiero – Enrico Toso – Domenico Carrara – Erospea – Luca Oggero – Vincenzo Ditoma – Luciano Orlandini – Carla Viganò.

  1. Ciao Flavio
    ho cominciato a leggere e ho detto che belle queste liriche e più leggevo e più scoprivo cose profonde. Complimenti agli autori bravi tutti sopratutto Annalisa ed Enrico mi sono piaciute maggiormente le loro liriche.
    Un abbraccio, grazie e buona domenica.
    Chiara

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