Ascolta & Leggi: Romance del Diablo e poesie di Silvina Ocampo

A volte ti contemplo in un ramo,
in una forma, a volte orribile,
nella notte, nel fango, in qualunque cosa,
intero il mio cuore arde nella tua fiamma.
E so che il cielo tra le tue labbra mi ama,
che l’aria forma il tuo profilo di dea,
di oro e di pietra, sola e orgogliosa,
che nessuno esisterà se non ti chiama.
Tra le tue mani resterò indifesa,
non vivrò se non è per cercarti
e incrocerò il dolore per adorarti,
perché sempre mi darai la tua ricompensa,
che è molto più di ciò che ti ho chiesto
e tutto quasi di ciò che avrò amato.

*

I delfini non giocano con le onde
come crede la gente.
I delfini dormono scendendo fino al fondo del mare.
Che cercano? Non lo so.
Quando toccano la fine dell’acqua
si svegliano bruscamente
e tornano a salire perché il mare è molto profondo
e quando salgono, che cercano? Non lo so.
E vedono il cielo e li ripiglia il sonno
e tornano a scendere addormentati,
e tornano a toccare il fondo del mare
e si svegliano e tornano a salire.
Così sono i nostri sogni.

*

Ce ne andremo, me ne andrò con quelli che amano,
lascerò i miei giardini e il mio cane
anche se sembrerai dura come il ferro
quando i venti vagabondi bramano.
Ce ne andremo, la tua voce, il tuo amore mi chiamano:
lascerò il suono piatto del campanaccio
anche se arrivo alle luci del deserto
per te, perché le tue frasi mi reclamano.
Cercherò il mare per te, per i tuoi sortilegi,
mi butterò sotto l’ala della vela,
dopo che il battello salpi quando vola
l’ombra dell’addio. Come quando fa freddo
piangerò la testa nella tua mano
ciò che mi desti e mi negasti invano.

*

Che angelo ti libererà dalla tristezza
e ti sveglierà un prezioso giorno
senza memoria di ciò che ti affliggeva
e ti dirà all’orecchio: “Ascolta e cessa
i tuoi pianti. Tra le mie braccia non ti pesa
la lentezza del tempo né l’empia
delazione degli uomini. Sei mia,
non sei più di questo vano mondo prigioniera.
Affacciati a questa fulgida finestra
per la tua felicità adornata. Ormai il dolore
s’è marcito come un lungo fiore
la cui saggezza finalmente ti risana
al dissolversi perché si converte
in polvere, in illusione, in altra sorte.

*

Voglio morire se della mia vita non trovo
la meta del mistero che mi guida,
voglio morire, diventare cieca e fredda
come la pianta che brucia il fulmine.
Se ciò che anelo dire è ciò che taccio,
e se devo aborrire ciò che amavo
senza schifo e senza vergogna fino a questo giorno,
se tutto ciò che mi prefiggo è puro tentativo,
sarà perché sono vissuta di menzogne.
Per non morire voglio morire. Il vento
che suona tra i muri con le sue lire
e l’ibisco vermiglio, o il frammento
della luna, sempre qualcosa, perfino il mio lamento,
mi abbaglia e mi lascia più perplessa.

*

Vorrei essere il tuo prediletto cuscino
dove di notte appoggi le tue orecchie
per essere il tuo segreto ed essere le grate
del tuo sogno: addormentato o svegliata
essere la tua porta, la tua luce quando ti allontani,
qualcuna che non cercò di essere amata.
Fuggire dall’ansia che c’è nei miei lamenti,
potere a volte essere ciò che sono, niente,
non avere mai paura di perderti
con variazione e profonda infedeltà,
non arrivare mai per niente a concederti
la tediosa e volgare fedeltà
degli abbandonati che preferiscono
morire per non soffrire, e che non muoiono.

*

Se la verità diventa una menzogna,
se diventa dolore la felicità obliqua,
se diventa gioia la tristezza
con le sua false promesse quando spira,
se la virtù a cui invano aspira
la mia vita frustra l’abituale promessa,
se il cuore per odio o per amore mi pesa
e al gelarsi come marmo, ancora sospira.
Se non potei emendarmi ad incassare
ingratitudine da chi più ho amato
né potei rattristarmi all’esentare
del mio affetto chi me ne ha colmato,
sarà perché gli dei mi hanno ferita
con l’innocente orrore di essere nata.
Se sono invano adesso ciò che fui,
come la vana e persistente sabbia
dove si cancella il passo che la misura,
non ho sofferto abbastanza, amore, per te.

*

Ah, se mi avessi dato solo pena,
e non quell’infedele intrepida gioia
la tua crudeltà non mi farebbe male
né potrebbe catturarmi la tua catena.
Voglio amarti e non amarti come ti amo;
essere impersonale così come le rose;
come l’albero con rami luminosi
non esigere mai felicità che oggi reclamo:
allontanarmi, perdermi, abbandonarti,
con la mia infedeltà recuperarti.

******************************************************

Silvina Ocampo è nata a Buenos Aires enl 1903 da una famiglia dell’alta società, era la sorella minore dell’editrice e scrittrice Victoria Ocampo. Fin da piccola manifestò una vivace inclinazione per la poesia e studiò pittura. Seguendo la tradizione culturale della sua famiglia, e soprattutto le orme della sorella maggiore, entrò presto in contatto con l’ambiente intellettuale argentino.
Tramite un amico, lo scrittore Jorge Luis Borges, conobbe Adolfo Bioy Casares, anch’egli scrittore, che sposò nel 1940. Scrisse poesie, racconti, romanzi e opere teatrali; insieme a Borges e a Bioy Casares è famosa in particolare per essere una scrittrice di storie fantastiche.
La sua prima pubblicazione poetica Enumeración de la patria (Enumerazione della patria) è del 1942. A questa prima raccolta seguirono Espacios metricos (Spazi metrici) del 1945, Poemas de amor desesperado (Poema di amore disperato) del 1949 e Los nombres (I nomi) nel 1953. Successivamente si occupò di narrativa, scrivendo racconti e romanzi fantastici. Durante la permanenza in Argentina di Margherita Sarfatti ne divenne amica.
Nel 1962 ritornò alla poesia con Lo amargo por lo dulce (L’amaro per il dolce), seguito da Amarillo celeste (Giallo celeste) del 1972 e Árboles de Buenos Aires (Alberi di Buenos Aires) del 1979. Del 1991 è l’antologia di racconti Las reglas del secreto (Le regole del segreto).
Ottenne numerosi importanti premi nazionali, fra i quali il Gran Premio Nazionale di Letteratura, conferitole due volte, il Premio Nazionale di Poesia, la fascia d’onore della Società degli Scrittori Argentini e vari altri premi cittadini.
Morì a Buenos Aires nel 1993.

21 pensieri su “Ascolta & Leggi: Romance del Diablo e poesie di Silvina Ocampo

  1. frasi che si scolpiscono nel cuore, una sensibilità viva, presente a sé stessa, direi quasi in bilico su sé stessa. proposta affascinante. Autrice che non conoscevo, bella come la musica che l’accompagna

  2. Interpretazioni poetiche di speciali scenari della realtà, da parte di questa notevole autrice, che non lasciano indifferente chi legge i versi.
    Intenso il sottofondo musicale scelto.

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