Ascolta & Leggi: Bologna Violenta e quattro poesie di Luca Parenti.

Non bagna più il letto, non appicca fuochi, in fondo è un bravo ragazzo che, all’apparenza normalissimo, scrive poesie per non morire e ne soffre tantissimo. Si autobattezza Yoklux, e ha un blog

https://yoklux.wordpress.com/

che vi invito a visitare.

Spicciola

la mia vita spicciola
ridotta al minimo
il motore rantola
il sole non emancipa

ci sono nubi come brogli
che crescono come funghi
alle pareti d’una casa
emaciata e non vedi

l’uomo si riduce
come un capo di lana
nella violenta centrifuga
a due e tre punti canestro

mimosa o grana di riso.
i nodi non s’annodano
i ferri non s’incrociano
anche a costo di scervellarsi

anche al costo d’una reclusione
forzata crescendo in sforzando.

*

non ha

stratificati come millenni
pesci e mammiferi in roccia
decapitati dalle ere lontane
terminati gli spazi
affondano nella terra
sono ricordi immemori
meritano un’ascensione
e non una riduzione in polveri.
così il tentativo accresce
qualcosa che si perde nel tempo
qualcosa che non avrà nome
nessun interesse. il volgo
così come si diceva
immemore sta.

*

pompini

i primi pompini
in macchina al buio
la saliva colata sulle palle
le mutande arrotolate sporche di rossetto
capitano a volte le piattole
è un amore completo
con rapida interazione
contrattazione e in sicurezza
con due guanti alla fragola
magari e labbra sollevate
sputi e conati e oratoria allegra.
poi si rimpiange un dialogo
una carezza, una dolce parola
un mazzo di rose. un sentimento
qualunque. purché sia. suvvia.
la giornata dopo poco romantica
col cazzo turgido e per ricominciare
la fotta perversa e alienante.

*

poesia ai poeti

i poeti interessanti sono scomodi:
ti urlano in faccia la disfatta
e la crepa. sono la dolina
che scopre la falla
fanno fallo e ti passan la palla
oppure no, ti chiedon di morire
eppoi rinascere nel battito di ciglia
di una giornata di ciniglia. la civiltà
presunta li ignora o li consuma
li schiaccia nella povera catapecchia
nel lager che ti brucia. sono folli
intransigenti inconcludenti
ma non saranno cancellati
dalla scopa del sistema
si leveranno muti come totem
sono i guardiani del vero
del ninnolo di cristallo
dell’urlo afono
dell’errore mutuo
del pianto e del ghigno satanico.
i poeti interessanti sono alla canna del gas
ti chiedono la lettura della postilla
l’asterisco è quella verità che li conquista
hanno la vista lunga i poeti
ma sono miopi o astigmatici:
li trascineranno nel fango
ma alla fine non ci sarà un pianto.
ci sarà della parola il canto stropicciato
quell’incanto che ci trasfigura
quell’interpretazione che non figura
nei libri di testo nella bibbia
nel libretto rosso o nero della dittatura.

*********************************************************

13 pensieri su “Ascolta & Leggi: Bologna Violenta e quattro poesie di Luca Parenti.

  1. Questo autore si propone libero da schemi poetici prefissati, accentuando nei suoi versi fosche visioni di vita…
    Drammatico il sottofondo musicale prescelto

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