Un’occhiata al cielo

la prima tendina smossa,
l’occhiata premonitrice al cielo
dice: i vetri sarebbero da ripulire,
niente uccelli o camini in volo
,
aprissi il vetro,
un’aria brutalissima azzannerebbe

ogni mattino disturba il sonno
malgrado non faccia giorno,
gocce pendono dal filo del bucato
senza voler cadere, si farebbero male

ruminare inutile di preghiere e parole.
tutto quanto manca al mio mulino a vento
è lontano,
grazie del capire di aver capito niente

12 pensieri su “Un’occhiata al cielo

  1. Un contorno eccedente, e disarmante, in un’alba qualsiasi, quando avvincenti mete del profondo, s’allontanano dal proprio stile di vita…
    Buongiorno

  2. la prima occhiata del risveglio di solito non ha colore soprattutto in in questo periodo di per sè malinconico; descrivi immagini che recupero anche dalla mia finestra, ma in questo caso tristezza in comune non è mezzo gaudio. Buongiorno Flavio

  3. il cielo si manifesta attraverso un vetro sporco che però non si può aprire e guai ad aprirlo e “tutto quanto manca al mio mulino a vento/è lontano” oh quanto “lontano”!
    “grazie del capire di aver capito niente” . Magistrale. Mi arriva l’eco di un verso celaniano “Prega, Signore, pregaci/ siamo vicino”, ma spiegarne le ragioni è per me tutt’altro che facile. Le lascio in sospeso.

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