Ascolta & Leggi: Gotan Project con poesie di Alejandra Pizarnik

Come dita girando con premeditazione

Come dita girando con premeditazione
Come dita di morto toccando la sola corda di un’arpa
Come ali pesanti quando sogno che dormo ad occhi aperti
Come il sole che si oscura nel mio sguardo
Come l’oscurità disunita in tutta la notte della mia vita
Come i cani nella mia ombra.

*

Notturno di Chopin per un pianista di quattro anni

La sua musica mi porta
ad una scogliera con un uccello
che gioca a sentirsi cantare.
La sua musica mi illumina nella pioggia
per dove andiamo io ed una gabbia vuota.

*

Figlia del vento

Sono venuti.
Invadono il sangue.
Profumano a piume,
A mancanza, a pianto.
Però tu alimenti la paura
e la solitudine
come due animali piccoli
perduti nel deserto.

Son venuti
ad incendiare l’età del sogno.
Un addio è la tua vita.
Però tu ti abbracci
come la serpe pazza del movimento
che solo ritrova se stessa
poiché non c’è nessuno.

Tu piangi sotto il pianto,
tu apri il baule dei tuoi desideri
e sei più ricca della notte.

Però c’è tanta solitudine
che le parole si suicidano.

*

Tempo

A Olga Orozco

Io non so dell’infanzia
non più di un timore luminoso
e di una mano che mi trascina
verso l’altra mia sponda.

La mia infanzia e il suo profumo
di uccello accarezzato.

da Le avventure perdute (1958)

*

Nominarti

Non la poesia della tua assenza,
soltanto un disegno, una crepa in un muro,
qualcosa nel vento, un sapore amaro.

da I lavori e le notti (1965)

*

Vertigini o contemplazione di qualcosa che finisce

Questo lillà perde le foglie.
Da sé stesso cade
e nasconde la sua ombra antica.
Devo morire di cose come questa.

da Estrazione della Pietra della follia (1968)

*

Gesto per un oggetto

In un tempo addormentato, un tempo come un guanto su un tamburo.

I tre che in me contendono siamo rimasti sul malfermo punto fisso e non siamo un è né un sono.

In passato i miei occhi cercarono riparo nelle cose umiliate, indifese, ma amica dei miei occhi ho visto, ho visto e non ho approvato.

da L’inferno musicale (1971)

************************************************************

Alejandra Pizarnik (1936 – 1972) è stata una poetessa e traduttrice argentina.
Figlia di immigrati ebrei russi, studia Lettere e Filosofia all’Università di Buenos Aires. In seguito, studia pittura con Juan Batlle Planas.
Dal 1960 al 1964 lavora a Parigi per la rivista Cuadernos e per varie case editrici. Traduce anche autori come Antonin Artaud, Aimé Césaire, Yves Bonnefoy ed altri. Nel frattempo studia storia delle religioni all’Università della Sorbona.
I suoi principali lavori risalgono al periodo in cui torna a vivere a Buenos Aires. Sono di questo periodo, infatti, I lavori e le notti, Estrazione della pietra della pazzia e L’inferno musicale.
Nel 1969 esce La contessa crudele (o sanguinaria), testo in prosa. Lo stesso anno riceve una borsa di studi Guggenheim; dopo due anni vince quella Fullbright.
Muore suicida il 25 settembre 1972, per un’overdose di seconal. Dopo la sua morte, lo scrittore argentino Julio Cortázar le dedicò la poesia Aquí Alejandra.

16 pensieri su “Ascolta & Leggi: Gotan Project con poesie di Alejandra Pizarnik

  1. “Tu piangi sotto il pianto”, dal fascino sottile e penetrante, forte come un filo d’acciaio. Squassante se occorre ma mai sopra le righe, Alejandra è tra i poeti cui attingo a piene mani quasi quotidianamente. Bello l’accostamento musicale. Grazie

  2. “Questo lillà perde le foglie, da sè stesso cade..” una notevole decadenza emotiva, si avverte forte in questi versi, sintomo d’un’accentuata sofferenza interiore, della poetessa..
    Intenso, e ritmato, il brano scelto come sottofondo alle liriche

  3. Conoscevo già ed amo la poesia della Pizarnik, per cui ti ringrazio Flavio, per averci proposto questa selezione; peraltro la trovo una scelta non solo appropriata per la qualità dei brani poetici prescelti, ma anche indicativi di un tema che le è caro, quello dell’assenza, che mi sembra trova riparo e conforto nella consapevolezza dell’inevitabile caducità del percorso individuale e della sua convergenza in una visione più ampia. Complimenti anche, come sempre, per l’abbinamento musicale.Un abbraccio caro Flavio.

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