Ascolta & Leggi: Max Richter con alcuni brani di Lucia Triolo

Ringrazio Lucia Triolo per la rosa di poesie che mi ha inviato, qui sotto ne trovate altre assieme a una mia riflessione sulla sua poetica e alla nota biografica, buona lettura.

https://almerighi.wordpress.com/2020/03/07/ascolta-leggi-beatles-e-poesie-di-lucia-triolo/

UN AMORE

mi sono data in pasto a un’invenzione
come un pasto che non c’è
inventa
un altro pasto
in un metro di digiuno

dall’estremità di un’illusione
a lunghi passi misuravo l’assenza

*

SCARABOCCHIO

ora mi rimpicciolisco
e mi sogno
un sogno piccolo
piccolo
estremo
come uno scarabocchio
di me
come un’introduzione
postuma:

-quelle… dita che
mi(!?) amavano…-

tu la trovasti

una figura
trovasti
tracciata col lapis
su una roccia
tu raccogliesti il lapis
e scrivesti

la figura sorrise
un sorriso lungo
sette giorni
sette anni
sette attimi di eternità

…il sogno…

*

SPARI DEL PENSIERO

“il gonfiore esistenza”*
P. Celan, Filamenti di sole

Noi siamo spari del pensiero e
betulle di carta vetrata al vento
occhialini
invasivi di uno sguardo

(l’aquila è volata via da un pezzo
con della carne in becco)

Un giro di giostra della nostra pazzia
basta
a una fessura nel parquet di
questa mezza cartuccia di mondo
accomodante

Urla la caramella
che si scioglie di dolore
tra le labbra
Perché dire: non avremmo voluto?
Cosa non avremmo voluto, cosa cosa?

Ora tu mi vedi: resto
del niente
il resto che non possiamo
odiare
(riuscì a malapena di là di qua)

Noi siamo ciò che odiamo
carta vetrata di betulla al vento fermo
siamo la parola che voltiamo
nel biglietto:
“il gonfiore esistenza”*

E non vogliamo
no no
non vogliamo scrivere o pensare
basta comprare due copie del giornale

dov è quel bacio che non
sappiamo darci?
la ferita inferta dal posto adatto a te e a me
quindi cosa?

sì: cosa?
che fare di un imbroglio su un cruciverba
come il nostro?
Voglio che tu venga da me!

————

poca roba
nel cesto della frutta
signore!

….
*nicht ebenzubringen
der Hubbel Dasein”
(“non è da ripianarsi/il gonfiore esistenza”

*

CITTA’ LENTA

La città è lenta
stasera
non passa mai.

Il tempo sembra addormentato,
ma solo “sembra”
Non è come la città.
E’ desto, silenzioso e finto,
respira

E’ solo segno a vuoto
tempo finito:
ricordo

Verso …
….il perduto
capitale di silenzi

chiudo

La città è lenta
stasera

dentro il cassetto chiuso.

*

IL CASTELLO DI CARTA

C’era una volta una principessa in un
castello
era sola

il suo castello era di carta
molto sola troppo sola
il suo castello era di carta
decise di fare la rivoluzione
per ciò che è solo
e non esiste
il castello era di carta
la rivoluzione era
di carta

in ordine sparso
con convinzione!

*

RIMORSO

duri passi cammino
si svuota la distanza
frastornati di onde sotto i piedi

Chi accorcia chi allunga la notte?
A guidare sono membrane sottili e stelle
poi cosa…poi cosa?

mi hai vista nascosta tra le mani
noi come cacciatore e preda senza nuvola in cielo
per favore non portarmi indietro

io ti sono rimorso
io ti sarò rimorso
io concepisco figli

Tu spezzi il
mio respiro con un sasso
sasso e seme è il tuo bacio

*

L’URAGANO

Pensavo un teatro di me
un uragano asciutto vociante
mazze di ferro e ruote
a spezzare pietre
a schizzarvi sopra fuori scena
dissoluti disciolti
e ruote per lo schiacciasassi
era teatro sciupato era liturgia
di porte antipanico

l’uragano ama chi gli
fa lo sgambetto

*

DISSERO

dissero:
appartieni alla stirpe
della scimmia sola
ai margini sibilanti
del cascatore su spigoli mobili:
c’è
dignità di caminetti accesi spenti
tuoi non tuoi

dissero:
il suolo fa sul serio con te
non è sicuro
delle scarpe che indossi
dietro le quinte dove tu divieni tu
non si bara

mi illusi un istante

*

IL SONNIFERO E L’OMBRA

se stringe alleanza col desiderio
se non ha tregua
se si aggrappa alla parola
se mi nasconde tra la sabbia calda

l’ombra prende il sonnifero
le viscere del corpo
le stanno strette
così appuntate a matita
senza data

decidere di diventare esseri
brevi

*

LINA

Lina non era una persona seria
sorrideva con i denti rotti
dai calci delle sue follie
abiti scarrozzati da poltrone
sdrucite
maniche gonfie di precarietà
nelle notti d’improvviso fischiava tra
i guanciali
interessata ai gesti dei suoi amanti
tra i denti rotti li guardava

come me
nuda era poeta
maestra nei modi di fuggire
la felicità

*****************************************************************

15 pensieri su “Ascolta & Leggi: Max Richter con alcuni brani di Lucia Triolo

  1. Un’autrice dedita a “uno speciale rivelarsi” nella creatività di versi, oltre che a una ricerca di forme nuove, e significative, per una lettura variegata, e coinvolgente.
    Delicato il sottofondo musicale scelto.
    .

    • Grazie tantissime Silvia. Sono sorpresa, felicemente sorpresa dallo “speciale rivelarsi” di cui tu parli perché per me scrivere poesia e, più in generale, scrivere testi è, come mi è capitato di dire, il gesto di dare (un certo tipo di) realtà a ciò che non ha accesso alla mia personale realtà di carne: dare un corpo di voce e di parola a ciò che non ha corpo di carne: il tuo “speciale rivelarsi” coglie, per molti versi, questo aspetto determinante della mia poetica

      • Mi fa molto piacere, Lucia, di “essermi compenetrata” in qualche modo, nella tua personalità di autrice, e soprattutto di aver colto, una caratteristica importante dei tuoi versi…

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