A fil di spada

Spandi il verbo,
tenendo bene in mostra il culo
sfinito dalla stanchezza
di tante sedute.

Nulla risarcirà la storia,
né il mancato talento
per quanto usato male,
del non essere nato dio
e aver sbattuto la faccia
contro una somma di vasche
fin da sempre.

Ancora ammiccano
orli di palpebre,
le loro chiese saltate.
I porci barbuti urlanti
dio è grande!

Gli schizzi di sangue
affievoliscono
dopo il primo oltraggio,
scrivono sulle piastrelle
che non c’é amore.

17 pensieri su “A fil di spada

  1. Ove regna una martellante ossessione, al di fuori di qualsiasi ragionamento logico ed obiettivo,si raggiungono degli estremi allucinanti , e violenti, che non conoscono minimamente l’,,essenza d’amore

  2. Pingback: A fil di spada — almerighi – Blog Site of Gabriele R.

  3. Caro Flavio, trovo questa poesia davvero bella ed intensa; in particolare mi colpisce questo passaggio, spietato ed efficace nella sua lucidità: “Nulla risarcirà la storia/né il mancato talento / per quanto usato male,/ del non essere nato dio/ e aver sbattuto la faccia/contro una somma di vasche/fin da sempre”.
    Complimenti e buona giornata Flavio!

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