Ascolta & Leggi: Ry Cooder e poesia U.s.a. del XXI secolo

poesia per il mio utero

tu utero
sei stato paziente
come un calzino
mentre facevo scivolare dentro te
i miei figli vivi e quelli morti
adesso
ti vogliono tagliare via
calza di cui non avrò bisogno
dove sto andando
andando dove
vecchia ragazza
senza di te
utero
mia impronta insanguinata
mia cugina d’estrogeno
mia nera borsa di desiderio
dove posso andare
scalza
senza di te
dove puoi andare tu
senza di me

(Lucille Clifton, traduzione Elisa Biagini)

*

1994

stavo abbandonando il mio cinquatottesimo anno
quando un pollice di ghiaccio
si è impresso vicino al mio cuore

tu hai la tua storia
sai della paura, delle lacrime
della cicatrice d’incredulità

sai che le bugie più tristi
sono quelle che diciamo a noi stessi
lo sai quanto sia pericoloso

essere nate col seno
sai quanto sia pericoloso
indossare una pelle nera

stavo abbandonando il mio cinquatottesimo anno
quando mi risvegliai nell’inverno
di un corpo freddo e mortale

sottili ghiaccioli sporgevano
da quel pazzo capezzolo piangendo

non siamo forse stati bravi bambini
non abbiamo forse ereditato la terra

ma tutto questo tu devi già saperlo
dalla tua stessa vita tremante

(di Lucille Clifton, traduzione Elisa Biagini)

*

Ultimi atti

Vorrei poter lavare il viso di mio padre,
prendere del cotone dallo sporco della terra
e passarlo sul suo viso così che quei giri
lecchino in profondità i pori prima che lui muoia. Voglio
essere in lui, come fui un tempo dentro di lui,
viaggiando nelle sue palle il giorno prima che mi plasmasse –
mi trasporta facilmente sulle sue lunghe gambe su per le
colline di San Francisco in tempo di guerra, io sono
là tra le sue gambe dove appartengo,
sono la sua carne, mi può amare senza
riserve, io sarò il suo piacere.
Adesso voglio sentire, nel ruotare
del panno, i contorni della sua pelle butterata,
voglio lavarlo, nel modo in cui strofinerei
a fondo le facce delle mie bambole
prima di ogni grande cerimonia.

(di Sharon Olds, traduzione Elisa Biagini)

*

Esilio

Ogni pochi anni ti trasferisci
da una città a un’altra
come per compiere questo rituale.
Quadri da sistemare e mobili,

scatole di libri da mettere sullo scaffale –
e qui, avvolte in giornali,
segni di memoria mortale, tesoro
di una vita dissotterrata;

miele torbido, attacchi
di disperazione e passione,
notti buone e cattive,
giorni di piccole vittorie e cicatrici

dal sapore di argento e ferro.
Contatto, perdita, grida, artifici,
gesti, sospiri,
violenza disperata della sensazione

come pioggia che flagella una finestra –
poi un colpo di luce, il corpo accecato
non puoi dire se da
risarcimento o disastro,

schiarito da lacrime e tuono.
Adesso cominci. Per un istante
tutto ti assicura
che il lungo esilio è finito.

(di Robert Pinsky, traduzione Elisa Biagini)

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15 pensieri su “Ascolta & Leggi: Ry Cooder e poesia U.s.a. del XXI secolo

  1. Brani poetici, molto diversi tra loro, ed estremamente significativi ,per quanto intendono mettere in rilievo coi versi..
    La flssuosità della musica si adatta perfettamente alle poesie

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