ce la siamo fatta 87

Premetto che se quattro anni fa fossi stato americano e avessi dovuto scegliere tra Hillary e Donaldo, sarei scappato subito in Canada a chiedere cittadinanza. Vinse Donaldo, un berluska elevato all’ennesima potenza. Con lui gli Usa hanno fatto passi giganteschi, ha smantellato molte delle buone cose fatte dal suo predecessore, ma gli è andata buca con la sanità. Talmente tanti passi in avanti che, dopo l’arrivo del vairus, gli Usa sono primi nella speciale graduatoria di contagi e vittime. A volte però il ragazzo col gatto in testa è spassoso: tentò di farsi consegnare, attraverso pagamento di modica somma, la Groenlandia dai danesi. I quali, dopo essersi scompisciati dal ridere, chiesero in cambio il Texas. A quel punto Donaldo, come quasi sempre, non seppe più che pesci pigliare, nemmeno le triglie che il suo amico Putin gli inviò dalla Russia. Ora salta fuori che il poverino è pure indigente, infatti non paga le tasse da mò. Americani, americane, mandategli qualche soldo che c’é la Casa Bianca da riverniciare, si accettano anche euro e yen giapponesi.

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