coccodrillo

insistentemente, così fan tutti,
bussò a ogni porta
non soltanto con le nocche
alcune le suonò a testate
per diffondere il suo verbo
ispirato e rampante

chi se ne frega dei versi
o dei valori,
importante è attirare la claque,
tanto, smetto quando voglio

arruolò il fotografo ufficiale
da sembrarlo giove fra tutta nuvolaglia,
implorò, si gonfiò e poi ancora, ancora,
da scoppiare fuori programma
e senza messa in onda

fu lunga notte di coccodrilli,
tra pianti d’occasione,
poverino,
chissà che poeta poteva diventare.

quale tempesta dentro l’ha mosso
e quanto erano stretti i suoi vestiti,
ma la claque
del poeta, come del maiale,
non butta via niente

(dedicata)

24 pensieri su “coccodrillo

  1. Buongiorno. Acidissima, questa! Ma forse intuisco a chi sia dedicata. Non nomino.

    Ho pure scritto una poesia, nel giorno del fatale annuncio… dedicata a un certo G.N., di mia conoscenza, che per caso aveva lo stesso nome (non lo stesso cognome). Qualcuno ha pensato che la lettera enne sia stata un “errore di battitura”.

    Mi sciolgo nell’acido… ed evaporo, ora… per così dire.
    Ti mando l’ennesimo sorriso, nonostante tutto. Vado a riascoltare Così fan tuttE, perché m’è venuta voglia. 😀

  2. Ciò che lei scrive è grondante livore, e l’urgenza di comunicarlo, senza nemmeno attendere un rispettoso tempo di lutto, rimandano al suo petto gonfio e tronfio di sé.
    Poesia?

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