ce la siamo fatta 76

Vedere la poesia italiana ridotta da molti anni a un insieme di favori tra autori mediocri, soltanto pieni di sé, e critici improvvisati e/o disonesti fa molto, molto male. E’ interessante vedere le ecoballe prodotte dal connubio tra editori prezzolati e autori prezzemolini disposti a tutto per una pubblicazione o un premiuzzo. Per fortuna in questi anni ho conosciuto casalinghe, insegnanti, pensionati, contadini e operai che scrivono bene e soprattutto con onestà. Dove onestà significa non me ne frega un cazzo di essere riconosciuto/a da chi crede di contare, a me piace scrivere e basta.

19 pensieri su “ce la siamo fatta 76

  1. A me piace definirmi apprendista stregone. O, meglio: cercatore di versi. Lo so: si diventa pazzi in mezzo alle montagne o per deserti cercandone in solitaria. Ma va bene così, come anche certi cercatori d’oro, non importa trovare l’oro; l’importante è sapere che da qualche parte deve esserci. E chissà…

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