la lunetta

riposano tra rocce e faggi,
il sentiero va oltre la fine del mondo,
le nubi non domandano
ma vorrebbero sapere di tante croci:
perché la vaia sia stata dolce con alcuni
così tremenda con altri

chiedono quanto metallo sia rimasto,
quanto ne resti tra le ossa
di tanta roccia interrotta.
ancora si specchiano,
anche chi, caro a Dio, non ha nome
sopra questo altipiano di buche

16 pensieri su “la lunetta

  1. “LA LUNETTA” vede, sa, conserva e non dice… Sposta sguardi e sentieri alle anime tempestate di croci, di diamanti sacri, rossi tinti e ancora in attesa del tornado per cambiare il nome a Dio. Un linguaggio che sborda la pagina, avvince lo spazio, lo scioglie e possiede…Ed ecco l’invisibile rivelarsi poesia. Ciao Flavio

  2. Poco appariscente, non si impone nemmeno nel metterci a nudo in quel’ “oltre la fine del mondo” che c’è in ciascuno di noi. Eppure ci riesce. E lo fa senza indugi. Ci fa essere una di quelle “nubi” che “non domandano ma vorrebbero sapere…chiedono”. Nubi mai sazie, mai appagate… Mi è entrata dentro. Non posso (e non voglio) dare una valutazione estetica: non mi interessa. So Flavio che va oltre …

  3. Flavio, sai sempre cogliere nel sentimento reale, non esistenziale, della storia le voci che tumultuano per riapparire nella vita e che il verseggiatore comune non sente o vuotamente declama.Grazie

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