ce la siamo fatta 63

Tra i tanti spot pubblicitari che propongono bimbetti e ragazzini più odiosi del vairus, quello che più mi spinge all’odio puro è quello della ragazzina in piena pre pubertà che rompe perennemente l’anima a quella santa donna di sua madre. Dico subito che se fossi stato la madre, con quel rasoio le avrei tagliato la gola. Andiamo con ordine. C’è un momento nella vita in cui le ascelle ti diventano appiccicose come il bubble gum, specie quando fa caldo. Oppure iniziano a emanare uno strano odore che ricorda da vicino quello del ragù alla bolognese. La ragazzina, odiosa, cosa fa? Invece di lavarsi se la prende con la madre che, poveretta, già si fa un culo tanto per tenere tutto in ordine, rassettare e pulire. In più deve sopportare quel demone cornuto della figlia, oltretutto vagamente racchia. Così, mentre la figlia la ricopre di contumelie e stronzeggia a tutto gas invece di andare a lavorare nei campi, la madre la ricorda ancora bambina con la sua vocetta che le dice di volerle bene. Erano tutte balle, in cambio otteneva robuste quantità di caramelle, che le debbono aver guastato i denti. Sul più bello la madre fa dono alla figlia di un rasoio affinché si disboschi la discarica di peli che le è spuntata sotto le ascelle: la bambina, in pieno shock pre puberale, non sarà per questo meno stronza, ma anvedi che forse le ascelle le puzzeranno meno?

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