Un ricordo di Alfredo De Palchi (1926 – 2020)

Apprendo stamani della morte di Alfredo De Palchi, avvenuta un paio di giorni fa, uomo anzitutto e poi poeta. Debbo ringraziare Lui se il mio libro Procellaria fu tradotto e pubblicato negli Stati Uniti per le edizioni Xenos Books di Los Angeles e di questo suo avermi notato e trattato affabilmente gli sarò sempre grato. La sua vita è stata lunga, aspra, difficile, e già da alcuni anni era ammalato. Ecco, della sua morte mi dispiace enormemente. La sua vita e le sue opere rimarranno nella mia memoria.

Polvere dovunque su tutto polvere su ciascuno
su me un cadere continuo di polvere dal soffitto
sul letto tappeti bottiglie dalle pareti
che mi serrano nella morsa del mio futuro cadavere
già sepolto sotto il cumulo di polvere di questa
polvere che rassodata nello spazio gira su se stessa
e intorno il sistema termonucleare come me cadavere
che rigiro su me stesso e spostato di quel tanto
dal mio centro intorno me stesso:
costellazione anonima.

(Alfredo De Palchi, 1926 – 2020)

per saperne di più:

http://www.alfredodepalchi.com/

https://en.wikipedia.org/wiki/Alfredo_de_Palchi

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4 pensieri su “Un ricordo di Alfredo De Palchi (1926 – 2020)

  1. La perdita di Alfredo è molto dolorosa. Mi legano a lui momenti unici: intensi scambi di mail, la collaborazione per la pubblicazione di The still flight in Chelsea Editions… Tanti ricordi, è dura essere lucidi, trovare le parole, lasciarle affiorare dalla commozione. Riporto uno dei nostri ultimi scambi di mail, che voglio condividere come esempio di grandezza d’animo e autentico sentire poetico. Gli avevo mandato il mio augurio per il suo 92mo compleanno, il 13 dicembre 2018, con una citazione di alcuni versi da L’anima sinfonica. La sua risposta, inaspettata, fu una rivelazione, una gratificazione, un’intuizione critica, in quanto fu l’unico a cogliere il senso profondo di quel libro, il cui centro di ispirazione era Mozart. Soprattutto mi rimane, incancellabile, il gesto gratuito e autentico di un uomo che viveva la poesia prima di scriverla.

    13 dicembre 2018

    La materia diviene, ma l’anima è ferma.
    L’anima si imbeve di divenire – è un filtro immobile attraversato dall’onda.
    L’anima sente il trascorrere del mondo attraverso sé – non dentro sé – e chiama questo flusso tempo. (da L’anima sinfonica, 2017)

    Buon compleanno,

    Claudio

    Caro Claudio,

    con i tuoi versi sull’anima hai pensato che anche la mia esistenza di compleanni ha anima come la descrivi. Interessante è che io ho sempre negato di averne una astratta, però due fisiche.  Anima(li) in genere, in particolare i miei due gatti, e bellezza di cui rari antropoidi hanno talento: architettura, musica, pittura, poesia, scultura. . . Allo stesso tempo che leggevo i tuoi versi, il 13 dicembre dalla stazione radiofonica di musica classica ascoltavo il famoso concerto per flauto di Mozart. Verso la fine del concerto ero gonfio di lacrime e mi sono detto con emozione ad alta voce, perché non scrivo una poesia così. . . anche il destino infelice degli animali mi rende feroce ma muto contro l’uomo che si è inventato di essere l’incompetente crudele dio con anima. Si scherza? A te che componi l’anima? In versi poetici dico grazie e grazie con auguri di buone feste in famiglia e con grandi fortunati abbracci.

    Alfredo

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