Domenica d’estate

A sorte cerca felicità da cavalcare.
Succede poi di atterrare, senza pensarlo
dire – era tutto un sogno.

Entrano montagne dalle finestre chiuse,
sbadigliano stanche dopo notti trascorse
fra tempeste e grovigli di vipere.

I vetri sono aperti, prima neri,
azzurrini, poi gialli; come il primo giorno
tutto ferisce gli occhi.

Illusi di poter fissare il sole,
battere zanzare violente, com’è abitudine
eludere il grano e la fame.

9 pensieri su “Domenica d’estate

  1. quando la felicità è attesa da tempo capita che si confonda col sogno. Molto belle queste visioni di colori che si alternano e splendida la chiusa.
    Buongiorno Flavio

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