Gioielli Rubati 103: Gary J. – Anna Maria Bonfiglio – Marianna Bindi – Sussukandom – Giovanni Sepe – Franzpoeta – Franco Bonvini – Smeralda Fagnani.

Quaranta anni fa, alle 10 e 25, la stazione di Bologna Centrale e l’Italia intera subirono un oltraggio terribile e tuttora impunito per quanto riguarda i mandanti. Anche con la poesia intendiamo onorare le vittime e i loro familiari.

Un grazie a Daniela Cerrato per la sua collaborazione, questo numero dei Gioielli Runati è reperibile anche qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

autoritratto innamorato

senza empatia non c’è onore
senza onore non c’è dignità
senza dignità non c’è amore
senza amore non c’è niente

di Gary J. (Australia), qui:
https://steele646.wordpress.com/2020/07/27/self-portrait-in-love/

*

UN TRENO DI CANZONI

Lupo con la cravatta stretta a cappio
soffocherai nel letto della sera
per cercare di me l’odore e il sesso.
Caveranno la luna con le lame
dal tuo petto scarnito e dai tuoi piedi
fuggiranno i rantoli dei passi.
Mi troverai fra le carezze graffiate
sulla pelle per venire con te –
gioia e dileggio
ombra della tua ombra e conversione.
Andremo con un treno di canzoni
sopra di noi voli di colombi.

di Anna Maria Bonfiglio, qui:
https://www.facebook.com/anna.m.bonfiglio?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARC9wcQ_UTpzZTyTVb_BYrkSbaOcmrllHkmRtjAypAmToondseelm1q7ErYYeSRY3cs4Mf463CkfhE8I&hc_ref=ARSEvAnCRLI0KdxTaiLgrwDCWUu9j1gU24zQ6-jz157obanNqVSYI1sckwGzPaKCPA0&fref=nf

*

IL CAVALLO A DONDOLO

Oh sì che ti ho sentito.
Forte e chiaro e

lento
lento

lento
da fare male.

Da chiedere venia.
Un dondolare instancabile
da far piangere e pregare.

E non è neanche questione di fisica
(e di incastri), non è questione di chimica.

È che sono felice
quando mi cammini dentro;
perché si fa primavera.

E amore mio bellissimo,
amore mio chimera.
Sì che mi sei passato dentro;

ed è stata primavera.

di Marianna Bindi, ricevuta via mail)

*

Nero

Il nero
profondo
sono
come schermo
spento
come lago
rinchiuso
tra monti
nessuna trasparenza
nessuna parvenza
puro splendore
sommerso
senza
una possibile appartenenza.

di sussukandom, qui:
Nero

*

Sulla tua bocca milioni di parole
balbuzienti nascono
come fiori in autunno.
Come un fioraio li attendo
dove la morte è un ramo secco
e un solo petalo mi salva
come una sillaba matura

di Giovanni Sepe, qui:
https://www.facebook.com/giovanni.sepe3

*

La rouille

Diamo forma d’infinito agli attimi,
ai lampi sparpagliati dal contatto,
ove emergono templi d’Artemisia.
Dentro foreste intricate
elici abbracci ricomposti,
addobbano stanze d’attesa.
Il tempo, inspira, espira più forte,
potente abbatte colonne di carta,
su assi di legno resiste l’intaglio.
Le parole portano la tempesta,
l’inchiostro impiastra i silenzi,
il tutto intorno frastuona e sorride.

Esistono flutti su tele d’oblio.

(Siate sogni che navigano su oceani di tenerezza.)

di franzpoeta, qui:
https://wordpress.com/read/feeds/15885078/posts/2818146610

*

Ma tu non chiudere gli occhi

Ma tu non chiudere gli occhi
si chiudono sempre gli occhi quando è il momento dell’ oblio
si chiudono gli occhi per non vedere il buio di un mia che mia non è
per restare soli
per non vedere un tuo che tuo non è.

Del buio ricordo una strada tutta curve
che segue la costa, fredda,
questo tratto non ha case, nè luci
solo il faro che esce verso il lago a ogni curva.

Ma tu non chiudere gli occhi
del buio ricordo anche un sentiero, che scende al lago,
il faro spento, l’ acqua nera come il cielo
e il silenzio
hai mai sentito il silenzio farsi nido contro la paura?

Resta solo l’ acqua,
acqua che si infila come lingua tra i sassi
acqua che segue le curve del lago
acqua nera come il cielo.

Ma tu non chiudere gli occhi
ho bisogno che mi prendi la testa tra le mani
e che mi porti ancora al sonno,
con una ninnananna d’acqua,
come io prenderei la tua, per farla mia.

Un mia che mia non è.

di Franco Bonvini, qui:
https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59533

*

Non so come si possa scrivere l’amore,
quel lento pellegrinaggio tra le rughe .
Poi penso che non sia feroce il tempo.

Un’abitudine nel ridestarsi tardi
o un’altra scusa per diluire
tutto quello che non abbiamo
mai aspettato.

Così ci mutiliamo nel’embrione
della nostalgia,
immobili e sospesi come giunchi
che la sorte scuote.

Fosse per me –
io fuggirei dove si placa il mare,
dove le onde sputano la vita.

di Smeralda Fagnani, qui:
https://www.facebook.com/smeralda.fagnani?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARAhP368lt0bYsc-NrRDLzuQhDDeTRvqB8uzINihZ8ScIskwIZmDgvWGqgV96Sklw7ULv7PhPL5z8jFr&hc_ref=ARSzZ4fSSThV-G_iRL25n157TzXSzAEHaggAjX-hvNTblojrcpueNYOjVaqHWSSW0ww&fref=nf

****************************************************************************************************************

22 pensieri su “Gioielli Rubati 103: Gary J. – Anna Maria Bonfiglio – Marianna Bindi – Sussukandom – Giovanni Sepe – Franzpoeta – Franco Bonvini – Smeralda Fagnani.

  1. Ciao Flavio
    anche questa domenica wauuuuuu che meraviglia di gioielli!!!
    Complimenti agli autori. Tutte molto belle.
    Quelle che mi sono piaciute maggiormente sono: di Franco Bonvini “Ma tu non chiudere gli occhi”, e “Il cavallo a dondolo” di Marianna Bindi.
    Grazie Flavio un abbraccio
    Buona domenica
    Chiara

  2. Pingback: Carta Carbone: “Ricordo Alcuni Luoghi” di Flavio Almerighi | Le Mie Cose

  3. Con amore, nè (alla piemontese), ma un bel vaffa… Non te lo toglie nessuno. Mi sembrava di aver detto di no…ti voglio bene lo stesso. Un bacio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.