Gioielli Rubati 102: Luigi Paraboschi – Juan Terenzi – Cristina Bove – Raffaella Lanzetta – Davide Morelli – Nievdinessuno – Nina Sadeghi – Mario Banella.

Si ringrazia Daniela Cerrato per la preziosa collaborazione, potete trovare la rubrica anche qui:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

Segmenti

Sai come succede, no ? Passi dal Vetril
all’alcool, cerchi l’ammoniaca, prendi
uno strofinaccio appena ruvido, ma
quella macchia resta e non la togli,
sembri un picchio che, dopo due beccate,
corre dall’altro lato per vedere se ce l’ha fatta

alla fine afferri che quel segno non se ne va
dal vetro perché è stigma di fabbricazione
un vizio interno e non c’ è mano che possa fare
piazza pulita dei residuati di guerre perse.

Non erano trattini di sospensione
i segmenti che ho sparso per mesi
ma pezzi di vita stesi sul terreno
speranze di ritrovare la via persa
ma troppi erano i passaggi a livello
incustoditi, ed è bastata un distrazione,
il non capire che talvolta i gatti hanno
crisi d’astinenza e s’arruffianano
per due crocchette, e allora i segmenti

si sono fatti più minuti, segni ( o sogni)
microscopici privi di spazio per respirare
bagliori senza luce riflessa, lucciole
sopraffatte dall’inquinamento.

di Luigi Paraboschi, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100018279588942&__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARBjG6f3uXkTUjKLGKmQBi5YCGQmWI4Jg9P3KwpAE2TPG_2IC23JGg1pzDk0gvwLTrpjJDtp8ABUdUI2&hc_ref=ARQsZF54oBz_hiK4rDQx72TB9k4eYQtple7_TqzxZQyI6iZTfb-90x2_umH4SEyypAU&fref=nf

*

Due dubbi

un telefono
squilla
una mano
risponde
una voce
sono io
l’altra
ciao
un’appuntamento
tocco
tocca
bagno
bagna
si accoppiano
un’addio
labbra
labbra
occhi
occhi
la strada
fissa la traccia
delle ruote
i corpi
pungono
il dubbio

di Juan Terenzi, qui:
Juan Terenzi, Tre poesie (autotradotte)

*

Cominciò da lontano

Il tempo: un trampolino per il salto
una lunga caduta all’incontrario
e nel precipitare verso l’alto
volava capovolta
e invece d’atterrare attraversò
galassie e stelle

con anime faville
accesero le luci d’un salotto
che s’affacciava sopra la via lattea
_ in un abbraccio ch’era sospensione _
un ritrovarsi nell’immenso

la musica diceva
il coro delle voci accompagnava
e per un po’
fu il cielo a soggiornare nella stanza

di Cristina Bove, qui:
https://tragicoalverman.wordpress.com/2020/07/23/cristina-bove-la-simmetria-del-vuoto/?fbclid=IwAR1_Ioq95hEU2o-ohM4MHMiNaUJltutLRlO6a-Tg6-Oq1XSS9oN4OJZCAXs

*

Mi agguanti il cuore
ogni volta che sei quella musica,
ti vedo dipinto in ogni nudo.
Spegni un nuovo “ti amo”
se mi rubi ogni addio.
Il ciglio con piglio afferra
il sorriso stropicciato
ad ogni rimpianto.

di Raffaella Lanzetta, qui:
https://www.facebook.com/raffaella.lanzetta.9?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARDKRN3nKf-1r4qqom3dMiaUC1IVFMWcop9y5P5yENmTpxOdMXGoFk7C6vfEInCuqXOExfp5R31Bu1HL&hc_ref=ARQw7kt8HO39nLyAovhs2Nhb76QRifm3jkwjbMSKC32SjcyK_cAw5Xy8Mh0BnDrG_34&fref=nf

*

Due simboli

Non è più tempo di vagheggiare.
Abbiamo bisogno solo di due simboli:
lo specchio per l’identità e la falce per la sorte.
Se ogni rintocco non fosse un presagio,
se il salice non si piegasse alla tempesta,
se le mille porte socchiuse che ho aperto
non mi avessero mostrato un misfatto,
se la luna avesse il volto di una donna
potrei ancora essere un sognatore senza sogni,
potrei ridere degli inganni dell’esistenza,
degli occhi e delle mani che mi daranno la morte.

di Davide Morelli, qui:
https://www.poeticous.com/davide-morelli/due-simboli?locale=it

*

L’ECO

Nei paesaggi dei pensieri
mi viene in mente
l’elastico che hai usato
per appuntarti i capelli
quell’ultima volta.
Era il gesto perfetto
nella tua imperfezione,
la splendida devozione delle dita
che si promettono un tocco.
Oggi ho raccolto da terra
il suono dei tuoi passi
che si allontana
ed ho sentito ancora
il rintocco dei tuoi battiti
avvicinarsi al mio orecchio
come la voce di ritorno
che si è fermata ed appesa
sulla porta che hai sbattuto
dietro le paure dei tuoi drammi.
Ricorda che fra quei drammi
c’ero anch’io, sottoforma di un passo,
un battito, un eco.

di © Nievdinessuno, qui:
https://www.rossovenexiano.com/blog/nievdinessuno/leco-0

*

Immobilità mobile

Nell’immagine dell’immobilità
tremano respiri arsi
della poetessa
assediata
dal penetrante flusso della vita
con i seni gonfi di intimi baci
e i capelli inquieti
lasciati alle torbide acque
incurante della limpidezza
dell’immagine immobile
nello specchio.
La poetessa è tornata
come un sogno che sfugge
dal controllo
ed io
l’ho incontrata nel mio ventre
l’ho guardata negli occhi
e quel triste legame tra me
e la castità del mio amore
divenne un canto
estraneo ai miei versi,
ero sull’orlo dell’ignoto
scese una lacrima straniera
e poi
null’altro!
lei se ne va
e lascia nelle mie mani
l’incertezza della libertà
come un caro dono,
e alle mie labbra una memoria
per costruire il frastuono dei baci
nell’immagine dell’immobilità
dello sguardo
colmo d’amore!

di Nina Sadeghi, qui:
https://collettivoalma.wordpress.com/2015/03/30/immobilita-mobile/

*

Ci sono ancora
le domeniche d’un tempo
con quel cielo mezzo sbronzo
attraversato da nuvole empatiche
arrivano all’improvviso
occhi spiritosi
dietro angoli smussati
puoi raccoglierle tra le dita
lanciarle in aria
e ritornare ciò che eri
passando per il presente.
Non è proprio
un giorno qualunque
con il suo passo lento
ci rammenta
l’attesa
il dondolio
il dormiveglia dell’anima
e il sole che non vuole andarsene
perché l’amore
non apprezza il lunedì.

di Mario Banella, qui:
https://www.facebook.com/mario.banella

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15 pensieri su “Gioielli Rubati 102: Luigi Paraboschi – Juan Terenzi – Cristina Bove – Raffaella Lanzetta – Davide Morelli – Nievdinessuno – Nina Sadeghi – Mario Banella.

  1. Questo è un panorama che abbraccia ogni stile. Ciò che ne esce è un quadro da ammirare per le tonalità di spessore che emergono. Rubrica curata e attenta, complimenti Flavio&Daniela, continuate così… E naturalmente complimenti a tutti gli autori qui presenti.

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