Sulla pelle del mare aperto

L’incontro nelle sue vene salate
fino al prossimo mattino,
un petto a carena
che mi tiene tutto.
Frange e taglia flutti
da vera procellaria.

Sorride, l’imita chi non è capace,
dopo tanto tacere.
Infine, richiude persiane e vetri
per conservare fresco
in momenti insopportabilmente grevi.

Non da scampo, non decide
scampo a un mattino
lattiginoso altrimenti.

16 pensieri su “Sulla pelle del mare aperto

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