A Edith Stein

la filosofia non salva l’uomo,
mette la donna allo scoperto
e nelle mani di qualche bandito
appostato dov’è già buio

il tuo Dio, non uno qualunque,
madre e padre a spaccare muri
a lacerare il velo del tempio
inutile da attraversare
come certe pianure polacche,
dove ossa senza nome
non sono più riconoscibili
dalle madri che le hanno generate
e nutrono fiori per innamorarsi

Edith Stein, dentro un bunker
pieno di sedie vuote di lato alla chiesa,
dove un sentiero scende
nel paese del miele

12 pensieri su “A Edith Stein

  1. Suggestivo, coraggioso, il testo si inerpica lungo i sentieri, difficili, del far spazio all’altro (empatia), provando a catturarne la complessa intimità: filosofa, cattolica, monaca, martire, ebrea.
    Raccordi difficili “dove ossa senza nome/ non sono più riconoscibili/dalle madri che le hanno generate/ e nutrono fiori per innamorarsi”. Felice ambiguità: chi nutre fiori per innamorarsi: le ossa o le madri? E infine Edith, sentiero che “scende di lato/ nel paese del miele”. Proprio bella!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.