Al figlio mai avuto

Ciao Daniele.
I nostri padri hanno combattuto
perché non avessimo più fame,
per la democrazia,
la libertà, il poter dire,
per il frigo e la televisione,
per la macchina e la gita fuori porta
tempo permettendo.
Raggiunta l’età della ragione,
abbiamo disprezzato
le bandiere dei nostri padri,
le abbiamo stracciate e bruciate,
pensando fosse giunto il momento
di giustizia e un mondo migliore
senza fame, genocidi, malattie.
Follereau diceva che sarebbe bastato
il corrispettivo in danaro
di un bombardiere per debellare
la lebbra. Intanto nascevano
altri lebbrosi, ci insegnavano
a non avere figli.
Bruciate le chiese,
nessun altro altare è stato innalzato,
e ci siam chiusi in banca,
nelle fabbriche, in strada,
ci siamo lasciati delocalizzare
presi, com’eravamo, da telefoni
e televisori accesi.
Soprattutto non sei nato Tu,
nemmeno ti abbiamo cercato,
la vita è sopravvissuta
da una vecchiezza all’altra,
senza il tuo spirito
e il tuo entusiasmo per cambiarla.
Continuiamo a cercare danaro,
amori d’occasione,
fantasie traccianti, in attesa
di un silenzio che sarà definitivo.
Avrei dovuto guardare dentro i tuoi occhi
per vedere quanto di più bello.
Tuo padre.

26 pensieri su “Al figlio mai avuto

  1. Anche i figli non nati fanno dolore. E per qualche scelta più o meno necessaria nella vita si è persa un’occasione per riempire un pezzo di cuore e di futuro. Triste quanto bella.

  2. Dentro un rapporto generazionale, il senso di una vita vissuta all’insegna di una lotta per un mondo migliore, poi all’insegna direi quasi, di una disillusione, “continuiamo a cercare…in attesa…”. Devastante la denuncia/accusa:”…lebbrosi ci insegnavano a non avere figli”. Contro tutto questo si staglia Il desiderio del figlio certo, ma soprattutto, credo, di essere “padre” per guardare la bellezza negli occhi di ciò che abbiamo generato. È questo vivissimo desiderio di essere padre di bellezza, ( che accomuna molti di noi), a mantenerci vivi.

  3. Buonasera Flavio, questa poesia meravigliosa avrei voluto scriverla io, ma non ho mai trovato il coraggio e l’ispirazione giusti per farlo. Mi concederesti il privilegio di ribloggarla sulle mie “carte carbone”?

  4. Pingback: Carta Carbone: “Al Figlio Mai Avuto” di Flavio Almerighi | Le Mie Cose

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