si dice amore

si dice amore, che sia bellissimo
soprattutto poco prima di varcare
l’anticamera della corte;
seguono incapacità e tenacia,
eccedenze dell’io, fluidi,
altrettanto pessimi umori

amano dirsi tutto quanto detto
in altre parole a chi altri prima,
nessuna variante di rilievo.
sentire resta dentro l’amante
cui non è indispensabile soggetto
o l’alibi della separazione

le rose hanno un’unica voglia,
pretendono fiorire
a tutte le latitudini.
sembrerà un’altra guerra,
cui seguiranno esibizioni
dei lati peggiori degli uomini

infine, stracciata
la cambiale insoluta dell’appagamento,
amore è tratto in salvo
dalla palude inquieta,
immortale fotogramma per fotogramma

all’ultimo alzare calici riempiti
della bottiglia strappata
ai calcinacci di un bar,
brindare all’epilogo con un gigantesco
vaffanculo!

Quarantena 43

Chiedo per un amico: Anita Pallemberg, chi era costei? E’ un quesito che Don Abbondio si sarebbe sicuramente posto, fosse vissuto in questo periodo di lockdown. Cazzo, che parolona! Lockdown… quando a novembre/dicembre ci sarà il formidabile e facilmente prevedibile incremento nelle nascite, qualcuno ricordi questo nome per battezzare i figli (non limitatevi soltanto a Porcaeva, Goldone Bucato, Rina come diminutivo di Mascherina, e compagnia bella) frutto dei vostri disperatissimi amori. Dunque, Pallemberg… nomen omen! Anzi nomen woman. Se è una femmina chiamatela Pallemberg, non Anita, mi raccomando! Per il resto mi sto fortemente dissociando, specie da quei poliziotti che ieri hanno preso a mazzate pochi antifascisti che andavano a portare un fiore a un partigiano. Anche da me stesso, Flavio e Almerighi stanno venendo ai ferri corti. Okay, a domani, ora vado a darmi uno schiaffo e poi corro da Agone (che non mi ha tenuto Corna vissute) a tossirgli addosso. Hasta la minchia!

Gioielli Rubati 88: Cipriano Gentilino – Domenico Brancale – Guido Caserza – Daniela Cerrato – Felice Serino – Carmine Mangone – Daniela Olivato – Stefanie Golisch.

A est di Freud

A est di Freud,
dietro il vetro
rifratto,
aspetta anche
Jung
ma resto a casa
questa sera,
bevo birra
a Dublino
con Joyce,
domani
scaffale a sud
con Luigi e altri sei
e poi tutto Lacan
a luci spente!

di Cipriano Gentilino, qui:
https://ciprianogentilinonuccio.wordpress.com/2020/04/18/a-est-di-freud/

*

Lungosenna (per Paul Celan)

nessuna voce franca
nessun luogo di respirazione
qui è un qualcuno a credere al sale degli occhi
qui messo a dimora

un vuoto preso in parola

tu nella ripetizione a mente per confondere io
attraverso questo essere irrimediabilmente traccia
fossile
a predire il cammino
udibile a malapena
nell’orma vuota che giace sotto i passi

……………………..l’istante è varco e diga

lungosenna del volto
di uno che annega parlando con la «colpa dell’amore»
accanto alle proprie mura edificate
convivendo con le macerie
ai margini d’infinite pupille

volto all’assente
spietrato
dalla lingua corrente che annoda

strappato da qualunque argine
indetto a muta perenne

ora che un nonnulla t’incera le mani
l’esilio è sotto l’unghia incarnita della notte

avevo appena versato le prime lacrime negre
non avrei mai dovuto imparare a sparlare

a fingermi tu …

di Domenico Brancale, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2020/04/20/100939/

*

EYES BLUES

Alla violaciocca

Forse era una donnola o forse una volpe
quella passata nella notte
per le vie deserte e solitarie,
o forse erano le tracce dei tuoi occhi
quelle scie luminose
in fuga dalla città.
Ma ora dove vai con quegli occhi così belli,
azzurri al sorgere del sole,
verdi verso sera.
Tu sei donnola e tu sei volpe,
come quelle passate nella notte
per le vie solitarie
e tutto in te è duplice:
sei bimba la mattina,
pazzerella la sera,
ma mai matura, ti prego,
se non vuoi che l’incantesimo si rompa.

di Guido Caserza, qui:
https://www.facebook.com/guido.caserza?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARCGK_T3VG1uxZtVPL5r-oaThOnMlyF67RuHLYYYv64gPDPvr6IY4Nj88eu4BL935gpK6Kv6AQRvy_AI&hc_ref=ARSXRzu78pdiLy_QkgibmJBZWLEEFQ3rIcqhDmIYHZDRXAjZtfNyVmK3tKib0zHpeQg&fref=nf

*

Invito alla vita

Si riscopre amore amando cuor che resta.
Nelle vene i semi di giorni nuovi
a profumare il pane del cuore.
Fuori la pioggia è sole a venire
i luoghi non contano.
In un cassetto un invito per due
allo spettacolo pirotecnico
previo qualche giro sugli autoscontri
per dare botte al fianco e ridersi di fronte.
Ti giro l’invito.

di Daniela Cerrato, qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2020/04/21/invito-alla-vita/

*

Qui ci sta bene un spazio

ecco vedi
la poesia deve respirare
nascendo dal bianco
innalzarsi come
cresta d’onda per poi
immergersi fino allo spasimo
in profondità d’echi e ancora su
con lo slancio felice d’un
enjambement

vedi
la poesia è una tipa
selettiva
sfoglia scandaglia spoglia
immagini le riveste a sua
somiglianza

porta
sogni e nuvole al guinzaglio

di Felice Serino, qui:
https://questallumaredanima.wordpress.com/2020/04/21/qui-ci-sta-bene-uno-spazio/

*

Oggi la sua fica è ovunque,
anche nel piccolo taglio che
mi son fatto mentre cucinavo.

Se questo non è amore,
non so proprio come tagliarmi altrimenti.

[ 2018 ]

di Carmine Mangone, qui:
https://www.facebook.com/carmine.mangone?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARD6ZZrv86pOYn5w2-H7CdYjb8n1ZuZU_rKWoiR0fPq4Bwk42VkjPIzxz4cSLOI1boPsnZLy6sP3GY8i&hc_ref=ARSbGohch8o1I-hMIP8fmtWLYLkuZ5wVZ79DpEdQLGYT0sfdZIoryykxaUgvp4BgRYc&fref=nf

*

Paso Doble

Tango

ti tocco
in quest’intreccio d’arti

darti il mio corpo.

Fatto d’origami orgasmo
Mansueto
S’armonizza
A te
Anzi ansimante
Ti respiro
Sotto
La mia pelle

S’incurva
Malleabile come
Vetro
Il bacino ai tuoi
Baci
D’amante
Danzante
Sotto di me
Sopra di me

Sul passo
Ritmato da vorticoso
Compenetrare
D’affanni

Appagata
T’attendo
E a seni ardenti
Regali il tuo diamante

D’amante
Che,
Alla fine,
disseti

di Daniela Olivato, qui:
http://www.paroledelcuore.com/poesia.php?poesia=324879

*

GLI IMMORTALI

Their heads are green, and their hands are blue
And they went to sea in a sieve.
Edward Lear, The Jumblies

La mia meta è da nessuna parte,
pesante di carne e storia cammino
nel cerchio come posso, non ho
destino, sono la voglia della vita di
essere viva, si dice che immortali
siamo e non ci dispiace affatto
sentirci così importanti

di Stefanie Golisch, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2020/04/12/gli-immortali/

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Quarantena 42

Questa mattina mi son svegliatooooo e… sono già andato di corpo due volte. Effetti collaterali del clisterone di ieri? Ancora mi chiedo se sia più mentecatto trump o salvini: ma iniziamo per bene, BUON XXV APRILE ANTIFASCISTA A TUTTI! alle tre del pomeriggio avete tutti cantato Bella Ciao dal balcone (per chi ce l’ha) senza la tentazione di gettarvi nel vuoto? Io sì, alla faccia delle solite fionde fasciste che si sono subito fiondate. E come al solito, l’appello è lo stesso! Su, don’t make ze coglions, stei in ze haus e take it easy! So bene quanto vi mancano l’Ikea e quel puttanone slavo sull’Emilia. Lo dico all’americana per non essere frainteso, d’altra parte per i trasgressori non soltanto c’è multa con denuncia per procurata invasione della cavallette. Ai trasgressori inoltre non sarà più fatto il tradizionale tampone, ma bensì il trampone, che è un coso molto più grosso ma moscio. Capito Agone? Quando mi porti il nuovo Corna Vissute, compila bene l’autocertificazione!

Ascolti amArgine: Spanish Bombs – Clash (1979)

Spanish Bombs dei Clash, tratta da quell’album capolavoro che è London Calling, fa riferimento ad uno dei principali conflitti che si sono avuti nella storia tra fascisti e anti-fascisti: la Guerra civile spagnola (1936-1939). Guerra raccontata da molti autori e artisti come Ernest Hemingway (in For Whom the Bell Tolls, 1940), Pablo Picasso (in Guernica, 1937) e dal fotografo di guerra Robert Capa. In essa combatterono volontari da molti paesi, difendendo la causa lealista spagnola contro il fronte golpista dei nazionalisti guidati dal generale Francisco Franco.
La canzone viene scritta all’indomani della morte di Franco (avvenuta pochi anni prima, nel 1975) e della liberazione della Spagna dal regime fascista da lui imposto. I Clash operano un confronto tra la Spagna ora liberata e i giorni della guerra, ricordando tutti i combattenti che perirono per difendere la causa della repubblica. Nella canzone si trovano numerosi riferimenti assennati, agli eventi della guerra e a figure come quella di Federico García Lorca, poeta e drammaturgo ucciso dai fascisti all’inizio della guerra.

BOMBE SPAGNOLE

Canzoni spagnole in Andalusia,
i luoghi dove si sparava nei giorni del ’39
Vi prego lasciate la finestra aperta
García Lorca è morto e sepolto

Fori di pallottole sui muri del cimitero
Le auto nere della Guardia Civil
Bombe spagnole sul Costarica
Stasera sto volando su un DC10

Bombe spagnole, yo te quiero infinito
Yo te quiero, oh mi corazon
Bombe spagnole, yo te quiero infinito
Yo te quiero, oh mi corazon

Settimane spagnole nel mio casinò-discoteca
I combattenti per la libertà morirono sulla collina
Cantavano “Bandiera rossa” e indossavano quella nera
Ma dopo morti, ci fu Mockingbird Hill

Una volta a casa, gli autobus bruciarono
La tomba irlandese fu bagnata di sangue
Bombe spagnole distruggono gli hotel
La rosa della mia señorita è stata troncata in boccio

Bombe spagnole, yo te quiero infinito
Yo te quiero, oh mi corazon
Bombe spagnole, yo te quiero infinito
Yo te quiero, oh mi corazon

Le colline risuonano di “Free the people”
oppure sento gli echi dei giorni del ’39?
Trincee piene di poeti, l’esercito di straccioni
che puntava le baionette per combattere quelli di fronte

Bombe spagnole martellano la provincia
Sto sentendo musica da un altro tempo
Bombe spagnole sulla Costa Brava
Stasera sto volando su un DC10

Bombe spagnole, yo te quiero infinito
Yo te quiero, oh mi corazon
Bombe spagnole, yo te quiero infinito
Yo te quiero, oh mi corazon

Oh mi corazon
oh mi corazon

Canzoni spagnole
in Andalusia,
Mandolina, oh mi corazon
Canzoni spagnole
a Granada,
oh mi corazon (trad. di Riccardo Venturi)

TESTO ORIGINALE

Spanish songs in Andalucia
The shooting sites in the days of ’39
Oh, please, leave the ventana open
Fedrico Lorca is dead and gone

Bullet holes in the cemetery wall
The black cars of the Guardia Civil
Spanish bombs on the Costa Rica
I’m flying in on a DC 10 tonight

Spanish bombs, yo te quiero infinito
Yo te quiero, oh mi corazon
Spanish bombs, yo te quiero infinito
Yo te quiero, oh mi corazon

Spanish weeks in my disco casino
The freedom fighters died upon the hill
They sang the red flag, they wore the black one
After they died it was Mockingbird Hill

Back home the buses went up in flashes
The Irish tomb was drenched in blood
Spanish bombs shatter the hotel
My senorita’s rose was nipped in the bud

Spanish bombs, yo te quiero infinito
Yo te quiero, oh mi corazon
Spanish bombs, yo te quiero infinito
Yo te quiero, oh mi corazon

The hillsides ring with “Free the people”
Or can I hear the echo from the days of ’39?
Trenches full of poets, the ragged army
Fixing bayonets to fight the other line

Spanish bombs rock the province
I’m hearing music from another time
Spanish bombs on Costa Brava
I’m flying in on a DC 10 tonight

Spanish bombs, yo te quiero infinito
Yo te quiero, oh mi corazon
Spanish bombs, yo te quiero infinito
Yo te quiero, oh mi corazon

Oh mi corazon
Oh mi corazon

Spanish songs in Andalucia, mandolina
Oh mi corazon
Spanish songs in Granada
Oh mi corazon
Oh mi corazon
Oh mi corazon
Oh mi corazon

La Moldava

oggi i pinguini si abbracciano
mentre guardano le luci di Melbourne

quel giorno di aprile, invece,
dalla rovina sopravvissuti a stento,
bambini finalmente liberi
scendemmo in strada,
non c’erano tripudio e parate,
il tempo ci avrebbe rotto le mani

inspiegabilmente da lontano una musica
arrivò, infinitamente bella e nuova
dopo tanto tempo di macchine per cucire
sirene e rifugi

ci avvicinammo a una radio accesa,
col cuore commosso e niente altro
ascoltammo La Moldava

Quarantena 41

Come un falco mi sono fiondato dal droghiere, ho comprato un barile di varecchina e ho seguito il consiglio di Donald “The Trash” Trump: altro che iniezione, ho fatto subito un clisterone. Americani! Credevate di avere toccato il fondo con Nixon e Bush Jr? Naaaaa, questo nel suo genere è unico: chiedete a Melania se non ci credete, costui è un sacco della spazzatura con un gatto che lo lega.
In ogni modo dal clisterone non ho tratto grossi benefici a parte un bruciorino iniziale delle vie anali. C’è però un effetto collaterale alquanto singolare. Sceso in strada per collaudami, mi sono subito accorto di uno strano effetto visivo: vedevo tutti gli uomini nudi, compresi i trans non ancora operati e quelli senza mascherina. La cosa è stata alquanto imbarazzante, preso dalla disperazione mi sono alzato la mascherina dalla zona “boccanaso” alla zona “occhi”, e ho iniziato ad andare a tentoni prendendo tutte le buche, anche quelle inesistenti. Rientrando a casa ho visto un cotechino a quattro zampe miagolare, era Adrianone, nudo anche lui, è evidente che l’effetto clisterone comprende anche gli animali, ma solo quelli di sesso maschile.

Noccioline e Banane: Sette giorni a maggio il trailer (1964)

Robusto film di “fantapolitica” Sette giorni a maggio uscì poco tempo dopo l’assassinio del presidente Kennedy. La solida sceneggiatura riflette in maniera asciutta e consapevole il dibattito politico ed il clima di guerra fredda di quel periodo e ne fa propri i timori, le speranze, le utopie…

(Fantafilm)

Per chi avesse voglia di vederlo per intero:

Tutta la vita

Tutta la vita è rincorrere un completo fresco lana
per coprire le macchie sulla pelle e i canneti
che il tempo cresce nei luoghi più insospettati,
nella mente, specialmente in bagno, quando
lo stile di vita porta a coltivare fantasie
altrimenti inesprimibili e molto, molto soggettive.

I bei tempi andati tornano fulminei ogni mattina.
Un raggio di sole va a stamparsi sulla foto giovanile
del siamese, sul suo sguardo innocente e omicida,
perfetta demistificazione in ognuno, e sorpreso,
qualcuno avrebbe voglia di risciacquare creatività,
mai bella, sgraziata come pochi e deludente.

Una violaciocca dimenticata si aggira sgraziata
dentro una bottega di articoli per pachidermi,
credo, cercherò per sempre la ricetta perfetta
di masticatore di ruoli da poter vivere ancora.